Cecina lubrificante

Cecina lubrificante

A volte il cibo non ricopre il solito ruolo, quello banale del nutrimento e del sostentamento fisico. A volte, la preparazione stessa del cibo assurge a rituale. Diventa un motivo per esplorare e scoprire. A volte invece diventa un’occasione per socializzare e comunicare. Alcune rare volte diventa causa di una improvvisa chiamata alla centrale dei pompieri.

A volte il cibo stesso ha uno scopo più nobile, quello di confortare, riscaldare, coccolare. Specie durante le lunghe nebbiose notti di novembre, quando il cibo diventa fonte di calore e consolazione. Un “pasto di conforto” vero e proprio. Altre volte invece il cibo ha soltanto lo scopo di mandarvi precipitosamente al bagno.

Qualsiasi sia la vostra situazione (e l’esito della chiamata ai pompieri mentre siete chiusi al bagno tra rumori irriproducibili), in questa occasione presenteremo un cibo perfetto per una serata novembrina. Non tanto perché sia un piatto caldo o particolarmente ritemprante, ma perché contiene una quantità d’olio tale da permettervi di ignorare completamente la vostra collezione di giacconi invernali grazie al vostro nuovissimo strato di lipidi!

In sostanza, è un ottimo contributo all’inverso della “prova costume”. Cioè, la “prova giaccone”, che va superata affrontando il gelo invernale con la sola protezione di una T-Shirt a maniche corte.

Gli ingredienti (per 3 persone magre)

  • 900 ml d’acqua,
  • 300 g di farina di ceci,
  • 120 ml di olio d’oliva circa,
  • Pepe e sale quanto basta. (Mai abbastanza.)

La farina di ceci si ottiene molto facilmente in qualsiasi supermercato ben fornito, un alimentari bio, qualsiasi abitazione occupata da un vegano o sfruttando il proprio bruxismo notturno con una confezione di ceci secchi.

La preparazione

Se siete fermamente decisi a deliziarvi con una ricetta il cui risultato trasuda di grassi mono-insaturi almeno tanto quanto una pagnotta di pane che richiede la produzione annuale di burro elvetica, allora è il caso che vi prepariate con un contenitore abbastanza capiente e lo riempiate con una fontana di farina di ceci. (Che chiaramente è della farina di ceci disposta a fontana, non una decorazione di cortile estremamente polverosa.)

Aggiungete progressivamente l’acqua, gradualmente, con molta calma e mescolando con un cucchiaio in modo da non far formare grumi di farina. Si tratta chiaramente anche di un risultato ottenibile con la violenza bruta, per cui procedete in base al vostro stato d’animo (o al vostro grado di parentela con un gorilla).

Nomenclatura
La “cecina” è una delle classiche ricette che ha mille nomi in base alla regione in cui vi trovate, influenzata dalla regione in cui siete nati. Insomma, è un’applicazione di segno zodiacale ed ascendente in chiave culinaria. Da schiacciata, farinata, oro di Pisa, torta di ceci, 5 e 5

Dopo aver ottenuto il liquame di cecio, dovreste lasciarlo riposare per almeno 4 ore (è un piatto molto sofisticato nella sua avvilente semplicità), fino ad un massimo di 24 ore. Chiaramente il limite di attesa di un giorno è concepibile soltanto se vi ricordate proprio in quel momento di quella fantastica vacanza in Val d’Aosta che il vostro compagno/a vi ha regalato. Oppure se improvvisamente vi passa la voglia di cucinare e decidete che fare una visita al cinese sotto casa, dopotutto, è molto più conveniente. (Perché poi un tempo massimo di 24 ore? Per esperienza personale possiamo assicurarvi che riposare per più di 24 ore non è così male…)

Al ritorno dalla Val d’Aosta, togliete la schiuma formatasi in superficie del vostro composto con un mestolo forato e poi aggiungete circa ¾ della quantità di olio d’oliva.

Prima la cecina poteva sembrare innocuamente ineffettiva sulla vostra linea, vero? La vostra opinione cambierà radicalmente.
Utilizzate il resto dell’olio per ungere il fondo di una teglia di 40 cm.

A questo punto versate il composto cecioso direttamente sulla teglia.

Complessità
Usare parole altisonanti per coprire l’imbarazzante facilità di preparazione delle ricette (e l’impreparazione dei cuochi) è nel tipico stile del nostro blog. Insomma: dato l’esotico macinato di legumi, andiamo a riversare gradualmente e con chirurgica precisione l’ammontare necessario del cristallino solutore universale, contenuto nel magnifico, pellucido e cilindrico recipiente. Il maître che si appresta con fare solenne e fini machiavellici a prodursi in questa operazione incomparabilmente macchinosa dovrà prestare la più completa attenzione a far sì che non vengano a formarsi coaguli farinacei alieni, che comprometterebbero l’armonia e l’organicità del composto finale.
(Per dire di versare l’acqua sopra la farina. Attenzione ai grumi.)

Buttate il tutto (o trasportatelo con riverenza) in forno e lasciate il composto a 220° C per 30/40 minuti circa. Il meraviglioso disco di cui soltanto voi intuite il contenuto in olio dovrebbe ottenere un bel colore dorato a fine cottura (dove l’esatta definizione di “bello” in questa frase è lasciata alla vostra fantasia).

Le bolle d’olio in superficie dovrebbero sparire con la cottura, al punto che soltanto il fegato dei vostri commensali potrà accorgersi della mostruosità che hanno appena ingerito.

Notate inoltre che, anche se la cottura potrebbe apparentemente non avere effetti degni di nota sul vostro frisbee a base di ceci, potreste rimpiangere la cottura insufficiente della cecina: se non è cotta basta assaggiarne un pezzettino. Non è sgradevole. Fa proprio schifo. Ribrezzo. Disgusto. Rigetto gastrointenstinale. Repulsione atavica. Ripugnanza totale. Raccapriccio totale. Orrore infinito. Abbiamo finito i sinonimi, ma credo abbiate capito.

Estraete dal forno con uno splendido guanto da forno di design (che ha un prezzo superiore ad un menù a base di ceci in un ristorante con innumerevoli stelle Michelin).

Ricoprire di sale e pepe appena estratto dal forno, prima di servire.

Funghi trifolati

Mentre aspettate le fatidiche 4 ore minime di attesa per il preparato di ceci, potreste sfruttare il tempo per realizzare un buon contorno a base di funghi (in realtà, con 4 ore a disposizione, fate in tempo ad andare per boschi e raccoglierli i funghi).

  • 500 g di funghi,
  • 4 cucchiai d’olio,
  • 1 spicchio d’aglio,
  • Prezzemolo come se piovesse,
  • 30 g di burro.

Chiaramente, visto il contenuto oleoso della cecina, il burro è da usare solo e soltanto se il vostro dietologo è molto distratto oppure se — dopo la ricetta — avete in piano di andare in letargo per qualche mese.

Tagliate in maniera abile (tentate perlomeno) l’abbondante prezzemolo. Potete usare una mezzaluna, se il vostro orientamento religioso ve lo permette, altrimenti una qualsiasi lama e mesi di esercitazione con Fruit Ninja saranno perfettamente sufficienti.

Con la medesima maestria nell’uso della lama, potete tentare di mondare i funghi e lavarli a fondo. Infine, in una padella in cui avete versato l’olio o il burro, aggiungete l’aglio scamiciato insieme ai funghi. Far cuocere per una quindicina di minuti senza coperchio (in modo che l’acqua evapori o che comunque vada ad insozzare il piano di cottura) e aggiungete il prezzemolo mescolando bene (assicurandovi che anche il prezzemolo vada a finire sparso per la cucina). Salate a piacimento.

In tavola

Dato che secondo la nostra religione non c’è mai fine al peggio, abbiamo pensato di completare il piatto con qualche caloria supplementare.

Spalmare un po’ di crescenza sulla cecina appena sfornata e addentarla potrebbe portarvi in uno stato di lussuriosa estasi, in cui sarà facile fare pensieri che hanno per protagonisti voi completamente nudi e una piscina di crescenza tiepida ed accogliente.
(Troppe informazioni?!)

Il video

Se durante la preparazione della cecina qualcosa è andato storto, basterà lasciare in forno la teglia con il composto per un altro paio di orette… e sarete pronti per un utilizzo alternativo del disco (che a quel punto sarà diventato di pietra)!

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Commenti, adulazioni ed insulti!

Incredibile che siano stati scritti già 4 commenti!
Paolo
Paolo

Quanto ti danno per fare pubblicità a zalando? :D

Ma queste sono insinuazioni terribili!?!
In ogni caso la prossima ricetta sarà scritta dalle Canarie…

Lola
Lola

Le panelle sono la fine più degna per un pacco di farina di ceci :)

Decaffeinata
Decaffeinata

“Cecina”. Mmmh.
Ho ravanato inutilmente il vostro sito per un po’ (un bel po’, onestamente) prima di avere la conferma che l’odor di Pisa si sente da lontano.
E…diamine. Io volevo studiare.
Poi ho scoperto il vostro sito.
<3

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