Muffin presidenziale

Quest'oggi, in un grande evento mondiale a stelle e strisce sottolineato da interminabili servizi live su tutte le televisioni, si concluderanno le 57esime elezioni presidenziali negli USA. Dopo più di due secoli dall'elezione del buon vecchio Washington (che gli è valsa la copertina non del Time, ma del biglietto da un dollaro – mica male), si tratterà di scegliere tra il presidente Obama e l'ex-governatore Romney in una enorme e costosissima dimostrazione mediatica di democrazia.

Sia che abbiate deciso di seguire — come noi — l'evento sintonizzandovi su tutti i canali della CNN combinati (per non lasciarvi sfuggire neanche uno degli 8000 exit-poll, grafici colorati, annunci trionfali e comunicati prestampati), sia che il vostro disinteresse per le elezioni statunitensi sia superato soltanto dal disinteresse per le primarie del PD, in ogni caso la produzione di dolci muffin è pur sempre un atto lodevole ed utile. (Utile a voi o al vostro tasso di colesterolo, se non altro.)

Per passare il tempo tra uno stacco pubblicitario e l'Rock the Vote! Che vinca il… meno peggio! (Con o senza mega preghiera.)

Gli ingredienti (per 9 muffin)

  • 270 grandi elettori…
    Oppure:
  • 150 g di farina per dolci con lievito istantaneo (oppure qualcosa di equivalente),
  • 30 g di surrogato americanissimo del burro (o burro),
  • 80 g di zucchero (di canna per guadagnarvi i voti degli afro-americani),
  • Un pizzico di sale,
  • 1 uovo,
  • Qualche goccia di succo di limone,
  • 10 g di farina di cocco,
  • 3 cucchiaiate di Alchermes,
  • 80 g di more (o altra frutta bluastra),
  • 80 g di ribes (o altra frutta rossa),
  • Un bicchiere di latte circa.
  • Opzionalmente: della Nutella.

…e non dimenticatevi delle spettacolari formine per muffin in silicone!

Il procedimento

Sicuramente vi sarete preparati ai lunghi dibattiti dell'election day con sufficienti scorte di Budweiser, Mountain Dew, scatole su scatole di Doritos o altri snack americani, telecomando alla mano e fazzoletti (per il discorso commovente del vincitore in cui ringrazia voi — gli elettori — a parte il fatto che molto probabilmente non siete degli elettori se ci seguite). Preparatevi alla stessa maniera per questa ricetta con due recipienti di egual dimensione.

False friends
Come spesso capita, tra la lingua inglese e quella italiana ci sono molti “false friends” che ci permettono di fare eclatanti gaffes (al livello di quelle di Obama e Romney insomma) con i nostri amici anglofoni in visita. Per esempio preparando una zuppa a base di “rape”. Ma a parte questo… in questo caso il vero problema è il seguente: il partito democratico utilizza il celeste come colore identificativo, mentre quello repubblicano il rosso. In Europa e non solo invece il rosso chiaramente identifica classicamente idee di sinistra, mentre il blu posizioni liberal-conservatrici. Questa divergenza con i giusti standard europei valgono anche per cose più importanti come la formattazione delle date (altro incubo) e sono sempre causa di momenti più o meno lunghi di confusione davanti allo schema delle elezioni stato per stato.

Ricordate, per par condicio (che non esiste negli USA, ma se esistesse avrebbe un nome molto più epico, tipo “Shock and Awe”), vanno utilizzati contenitori perfettamente identici se non per il colore. Del resto il nostro obiettivo è creare dei muffin perfettamente bipartisan!
(Cooking by Dummies è sì un blog politicamente schierato, ma meschinamente sempre schierato dalla parte del vincitore.)

Gettate in uno dei recipienti l'uovo ed il succo di limone, sbattendo tuorlo ed albume fino ad ottenere un liquido omogeneo. Nel frattempo fate sciogliere il burro e — dopo aver aggiunto gli altri ingredienti secchi (farina, zucchero e sale) e mescolato bene — aggiungete anche quest'ultimo dopo averlo fatto raffreddare. Dovreste ottenere una pastella giallina e dolce, che sicuramente piacerà ad almeno il 47% degli elettori americani (o almeno tutti quelli che non votano per Romney).

Separate ora la pastella in due parti eguali (sempre utile disporre di una terza parte neutrale nel valutare queste operazioni, per la moderazione) e distribuitela nei recipienti.

Mentre l'impasto riposa (magari potreste anche cominciare ad impostare un accaldato dibattito sulla ripartizione delle due metà nei recipienti), volgete l'attenzione ad una delle sedie in un angolo. Se siete Clint Eastwood è probabile che ci troviate un Obama invisibile al quale parlare con voce roca. In tutti gli altri casi, potreste trovarvi un aiuto cuoco volenteroso che vi aiuterà a lavare accuratamente la frutta rosso/blu.

Per quanto riguarda l'impasto repubblicano, sarà sufficiente aggiungere qualche cucchiaiata di Alchermes per rendere il tutto rosso come l'elefante di Mitt Romney. Nel frattempo l'assistente addetto al lavaggio avrà preparato interi raccoglitori pieni di ribes che potrete versare in maniera molto equa nell'impasto con grande gioia per il vostro elettorato femminile e la parità della frutta sul posto di cucina.

Bipartisan
Parlando delle elezioni USA si usa, spesso impropriamente, il termine “bipartisan” come ad indicare che in effetti i partiti negli Stati Uniti siano soltanto due. È vero che si tratta di un sistema politico a due partiti maggioritari (che poi si dividono il parlamento ed il senato), ma durante le elezioni sono presenti un elevato numero di candidati indipendenti in cosiddetti “terzi partiti”. In alcuni casi il peso politico di questi candidati ha influenzato le elezioni presidenziali, anche se francamente in questo caso ci auguriamo il contrario dopo aver scoperto che esiste tuttora un partito proibizionista!
Un raccoglitore pieno di ribes.

Sull'altro lato della staccionata invece ci si deve occupare dell'impasto democratico! Aggiungete la farina di cocco per dare un tocco asiatico e per ingraziarvi gli immigrati desiderosi di aprire un banco dei pegni o una friggitoria a New York (per aprirvi anche all'elettorato messicano, aggiungete delle spezie per Taco). Infine, spappolate come meglio riuscite le more con le vostre nude mani e mescolatele all'impasto.

Come funziona?
Vi siete sempre chiesti come funzionano le elezioni nei vari stati USA (soprattutto in quelli dov'è passata Sandy ed il seggio è sottacqua)? Orbene, ogni stato ha un collegio elettorale composto da un certo numero di “grandi elettori”, il cui numero dipende dalla grandezza dello stato stesso. Nella maggior parte degli stati, il candidato che ottiene la maggioranza ottiene tutto il collegio elettorale, che si aggiunge al numero totale di “grandi elettori” che lo eleggeranno come presidente. Vincere, anche di pochi punti percentuali, in uno stato quindi può spostare molti voti – specie negli stati più popolosi. La maggior parte degli stati è solidamente schierata per una parte politica, mentre gli altri cosiddetti “swing states” sono in bilico e diventano lo scenario dell'agguerrita battaglia. Per essere eletto come presidente, un candidato deve raggiungere almeno 270 grandi elettori.

Potete essere certi che, dopo aver stritolato le more, le vostre mani saranno macchiate indelebilmente come il vestito di Monica Lewinsky. (O come la carriera di Nixon dopo lo scandalo del Watergate, giusto per rimanere neutrali anche in questo caso.)

I due impasti, ancora bi-partiti.

Ora abbiamo tutto il necessario per creare i nostri politicheggianti e colorati muffin. Tuttavia, se volete dare una nota di colore ai vostri dolcissimi prodotti da forno e — soprattutto — se come noi alla menzione di “cavalli e baionette” da parte di Obama avete un po' gongolato, allora vorrete aggiungere anche una pallina di Nutella ad ogni vostro muffin a simboleggiare il presidente uscente. (Stereotipizzazione razziale? Certamente… ma gustosa.)

Dopo aver disposto il primo strato di impasto colorato, aggiungete la pallina di Nutella e coprite il tutto con un altro strato di impasto. In questo caso la pallina si confonde con i ribes, a dimostrazione che la convivenza tra afro-americani e pellerossa è possibile. Yes we can!

Nel frattempo il dibattito in cucina si sarà spostato dalla divisione degli impasti ad altri temi. Ad esempio a quanto siano riempite equamente le formine (ed i vantaggi dei vari impasti di differenti colorazioni, quanto sia peggiore l'impasto rispetto a quattro anni fa, le tasse di lusso sulla Nutella, le trivellazioni off-shore di more e così via). Approfittate per riscaldare il forno a 190°C circa e poi infornate le formine dei muffin.

Strane combinazioni di fattori possono far sì che uno dei muffin si comporti in maniera molto più vulcanica degli altri. Un po' come gli stati americani durante le elezioni.

Controllate la cottura con uno spillo o uno stuzzicadenti. Dopo circa 30 minuti i muffin dovrebbero essere cotti e pronti da sfornare.

In tavola

Lievitazione
Nessuna delle nostre ricette è perfetta, ma avrete forse notato che i nostri muffin non sono lievitati un granché. Non abbiamo in effetti tenuto conto del peso della frutta nell'impasto: per compensare e non ripetere i nostri errori (una cosa che suona bene a livello politico), abbondate con l'agente lievitante nell'impasto o riducete la quantità di frutta.

Servite i muffin presidenziali con una buona birra statunitense, patatine fritte, hot-dog, pop corn ed altre prelibatezze che potreste trovare in qualsiasi seggio elettorale dell'Ohio e dateci dentro mentre seguite gli ultimi stralci di lotta tra Barack e Mitt.

Buon divertimento a seguire le elezioni, buona fortuna ai due candidati e buona fortuna a voi che presto addenterete uno dei muffin…

La musica

Il video della canzone ci è del tutto incomprensibile, ma — a giudicare dal titolo — “Election day” degli Arcadia non può che essere perfetta per questa ricetta.

Non ne siamo sicuri al 100%, ma non crediamo che il video rispecchi del tutto fedelmente lo svolgimento delle votazioni in un seggio negli Stati Uniti. Se così fosse, sarebbe un'ottima idea da importare per ridurre l'astensionismo siciliano. In ogni caso, se Romney avesse i capelli vampireschi del protagonista del video avrebbe già stravinto queste elezioni e pure quelle del 2016.

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