Zuppa omeopatica

Nei primi anni del 1800, il medico tedesco Samuel Hahnemann — ormai sfiduciato dallo stato della medicina del XIX secolo e della sua inabilità di curare i mali che affliggono i suoi pazienti — mette la basi per la disciplina che oggigiorno si chiama omeopatia e che si è propagata a praticamente ogni farmacia negli ultimi anni.

Questa dottrina, fondata sul “principio dei simili”, teorizza appunto che le malattie ed i malanni si guariscano con medicamenti che producono nel soggetto sintomi simili a quelli del male che li affligge. L’assenza di prove ed esperimenti alla base di questa teorizzazione (e a quelle del resto dei procedimenti omeopatici) si riscontra nelle altre teorie di Hahnemann e, chiaramente, anche nel comportamento di molti altri “medici” dell’epoca. Basta pensare agli altri innumerevoli “preparati miracolosi e tinture” contro tutti i mali possibili che venivano venduti dai ciarlatani nell’800.

Peccato che questi metodi poco scientifici siano sopravvissuti fino al giorno d’oggi: altrimenti sarebbe evidente che la medicina che si scontra contro principi fisici fondamentali come il numero di Avogadro (una costante elevata alla 1023, da cui deriva la data 23 ottobre per questa evenienza) non potrebbe essere degna di considerazione.

Del resto Hahnemann affermava anche che tutti i mali dell’uomo derivassero dal consumo di caffeina… potreste mai fidarvi di qualcuno che vuole privarvi dei vostri 7 espressi giornalieri? Noi assolutamente no. ASSOLUTAMENTE NO!

Ci sono opinioni discordanti sull’omeopatia e la sua validità. Chiaramente ognuno ha il sacrosanto diritto di curarsi (o meno) come preferisce. Se tuttavia avete figli o parenti di cui occuparvi, per sicurezza leggete la storia di Michael Baker. Grazie.

Ingredienti

Come spiegato poc’anzi, per il principio dei simili, per ottenere una dolce zuppa dal sapore delicato ci servirà qualcosa che provochi l’esatto contrario (proprio come l’insonnia in omeopatia viene curata con la caffeina). Per cui ci servirà un “agente contrario” e tanta… tanta acqua per raggiungere la giusta diluizione!

  • Una goccia di piccantissimo Tabasco,
  • Acqua,
  • Ancora acqua,
  • Acqua per essere sicuri.
Ecco il potente principio attivo della nostra diluizione omeopatica in divenire. Attenti, sarà una zuppa delicatissima!

Una volte approntati gli ingredienti, siamo pronti per seguire in tutto e per tutto i dettami dell’omeopatia, seguendo pedissequamente le originali istruzioni di Hahnemann. Pronti?

La preparazione

Per qualche ragione, l’omeopatia non si basa soltanto sul principio dei simili, ma anche su progressive diluizioni del principio attivo: più diluito è il rimedio “naturale”, più sarà potente. Per la cosiddetta “legge degli infinitesimali”, si procede per diluizioni centesimali fino ad ottenere un prodotto che è acqua per la maggior parte.

Ogni passo di diluizione omeopatica consiste nel diluire una parte di prodotto in 99 parti di acqua, ottenendo una “diluizione 1C”. Diluendo nuovamente questa soluzione, si otterrà una “diluizione 2C” (che contiene 1 parte di principio su 10.000). In vendita si trovano solitamente diluizioni 20C (il padre dell’omeopatia definiva “ideali” le 30C addirittura), dei preparati potentissimi evidentemente, anche se superata la diluizione 12C le parti di prodotto attivo sono 11200 e si supera il cosiddetto “limite di Avogadro”: non è più presente neanche una molecola della sostanza originale nella soluzione.

Non lasciatevi fermare da ciò però. Ricordate che ad ogni passo di diluizione deve corrispondere un passo di “dinamizzazione”, che si ottiene agitando con forza il liquido (una procedura detta succussione), possibilmente sbattendo il contenitore più volte su una copia della Bibbia. (Non abbiamo mai affermato che i consigli del medico tedesco avessero senso.) Per non cadere in errore ed ottenere un preparato particolarmente efficace, effettueremo la succussione su una copia della Bibba, del Corano e della Bibba satanica di LaVey. Meglio di così…

Preparazione e dinamizzazione della soluzione omeopatica.

Come vedete, la procedura è facile, alla portata di tutti e molto efficace. Tant’è che possiamo confermare che il liquido risultante sia stato molto delicato al palato e che l’energia piccante del Tabasco sia stata correttamente convertita e memorizzata dall’acqua. Niente vi impedisce quindi di preparare i vostri preparati omeopatici, anche ad una concentrazione ed una potenza maggiore della nostra. Ma attenti! Rischiate di bagnare il tavolo a diluizioni troppo elevate.

La musica

Per meglio sottolineare il nostro pensiero nei confronti della cosiddetta “medicina alternativa” (che se funzionasse si chiamerebbe, appunto, medicina) vi proponiamo un divertente racconto/brano del comico australiano Tim Minchin: “Storm”. Potete (dovreste?) attivare i sottotitoli in inglese o italiano per cercare di capire qualcosa del ciancicato inglese britannico di Tim.

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