Leap year cocktail

Cari amici vicini e lontani™, oggi si celebra una ricorrenza speciale… ebbene oggi è mercoledì! Sconvolti? No? Ma lo sarete sicuramente dopo che avrete scoperto che oggi è il 29 febbraio: il giorno che segna la differenza tra un qualsiasi anno e un anno bisestile di gran classe… Proprio così, dopo calcoli interminabili e inenarrabilmente complessi anche noi siamo giunti alla conclusione che il 2012 è un anno bisestile. Se ci seguite e conoscete il detto “anno bisesto, anno funesto” capirete come una ricorrenza del genere sembri studiata apposta per essere celebrata in questo blog!

L'anno bisestile, oltre ad essere considerato universalmente un anno foriero di sventure apocalittiche, ha un sacco di altre qualità di cui discuteremo durante la preparazione della ricetta. Vi anticipiamo solamente che il 29 febbraio è anche il giorno in cui si celebrano (?) le “malattie rare”. Ora, le nostre giovini ed agili (potrebbe non essere mai accaduto) menti non hanno potuto che fare questa associazione:
Evento funesto + Malattie rare ⇒ Mancanza d'igiene ⇒ Ricetta!

Per cui, dopo aver cercato per giorni e giorni in tutte le biblioteche della nazione (leggi: Wikipedia), abbiamo scovato per voi la ricetta ideale ed ora ci accingiamo a prepararla: il cocktail dell'anno bisestile!

Gli ingredienti

Per due volenterosi aspiranti alcolisti:

  • 2 parti di Gin,
  • ½ parte di Grand Marnier,
  • ½ parte di Vermouth dolce,
  • ¼ parte di succo di limone
  • Un limone,
  • Dello zucchero.

La preparazione

La preparazione del cocktail è abbastanza semplice, ma lo stesso vale in effetti per la preparazione di tutte le code di pennuto (questa è per i pochi eletti che hanno a disposizione Google Translate, ndr). Questo non vale se volete esibirvi in eleganti giravolte e spericolati lanci di bottiglie come dei freestyle bartender.

Anche degli incapaci come noi riescono, con l'ausilio degli splendidi bicchierini che vedete nella foto qua sopra, a fare le dovute proporzioni e a rispettare le quantità di alcool imposte dalla ricetta. Per la preparazione di due cocktail abbiamo usato circa 100 ml di Gin (2 parti), 25 ml di Grand Marnier (½ parte) e così via. Dato che la sfortuna che accompagna questa ricorrenza ci ha accompagnato anche durante la preparazione, non siamo riusciti a trovare da nessuna parte il Grand Marnier (che abbiamo sostituito con un bottiglia di Aurum) né del Vermouth (sostituito dal Martini Bianco). Fortunatamente però, proprio per dimenticare i nostri continui fallimenti e le nostre nefandezze in cucina, abbiamo sempre una scorta di Gin in casa!

Se anche voi non disponete a casa di uno shaker professionale dovrete ricorrere a strumenti meno ortodossi. Noi ci siamo avvalsi di un bicchiere grande, in cui abbiamo versato tutto il contenuto dei nostri bicchierini-dosatori, e di un bicchiere più piccolo che abbiamo usato capovolto per tappare l'altro e simulare quindi uno shaker fatto in casa.

Nonostante non traspaia dalle foto, questa si è dimostrata una scelta al tempo stesso audace e idiota: la gran parte degli alcolici ci si è infatti riversata addosso. Tornare a casa ubriachi, con la lingua di fuori e con i vestiti sporchi a quel modo, blaterando cose del tipo “anno funesto… sfortuna… sporcato…” non contribuirà a migliorare la stima che vostra madre avrà di voi da quel momento in avanti…

Vi starete chiedendo: tutto qui? Eh no! Ora viene la parte migliore: il cocktail va servito rigorosamente in un bicchiere da cocktail freddo perciò prendete i vostri due e metteteli in congelatore per qualche minuto.

Argomenti da cocktail

Mentre aspettate pazientemente il raffreddamento dei vostri bicchieri, potreste dover rendere sopportabile l'attesa ai vostri ospiti sparlando di argomenti interessanti come le origini dell'anno bisestile, perché esiste, come funziona, quali sono i vantaggi del calendario gregoriano, perché trovereste molto più facile esprimere ogni data in termini di un timestamp UNIX e soprattutto il vostro insindacabile parere sui secondi intercalari!

30 febbraio
Il 29 febbraio vi suona strano? Forse perché non sapete che nella storia ci sono stati almeno due casi in cui febbraio ha avuto ben 30 giorni. Il primo caso risale al 1712 e si è avuto in quello che allora era conosciuto come “Impero Svedese” (ai giorni nostri, la traduzione letterale è IKEA). L’altro caso si è verificato nel 1930 e nel 1931 nell'Unione Sovietica: infatti il “calendario rivoluzionario sovietico” in vigore in quei due anni prevedeva che tutti i mesi fossero di 30 giorni e che gli altri giorni dell'anno fossero feste fuori-mese. L'esperimento durò soli due anni, forse per questo (e soprattutto perché l'ideatore del progetto venne ucciso qualche anno più tardi) non è rientrato in questa classifica delle 5 idee più stupide di sempre (che hanno reso qualcuno ricco). Strano che il nostro blog non compaia…

Cioè, un argomento interessante praticamente potrebbe anche, volendo, essere il fatto che l'anno bisestile è anche noto come, in pratica, “anno intercalare”. Beh, perché non esprimere questo interessante fatto, tipo, magari con un numero molto elevato di intercalari? Cioè, sarebbe anche assolutamente interessante, nevvero?

Altro tema interessante: come si codifica con del codice l'algoritmo che determina se un anno è bisestile o meno? Il proposito potrebbe sembrare facile, ma verrà compromesso non solo dalla vostra progressiva intossicazione alcoolica, bensì anche dal fatto che verificare che un anno sia intercalare o meno non è banale come sembra. Infatti, ogni anno multiplo di 4 solitamente lo è. Ma non lo è se è anche multiplo di 100. È bisestile ciononostante se, in aggiunta, è multiplo di 400. Insomma, fate prima a controllare su Wikipedia. Se preferite lo pseudo-codice (“pseudo” nel senso che probabilmente non funziona):

if( year % 4 == 0 && ( year % 100 != 0 || year % 400 == 0 ) ){ // questo è un anno bisestile! }

...oppure pigiate su questo pulsante di seguito che dovrebbe dirvi se l'anno corrente è bisestile o meno. Salvo bug.

Un'altra nozione che potreste snocciolare durante l'attesa e che vi farebbe senz'altro apparire al tempo stesso acculturato ed estremamente saputello è quella sull'origine dell'anno bisestile: a cosa serve? Ebbene la spiegazione è incredibilmente semplice:
Il periodo di rivoluzione terrestre intorno al sole non è propriamente di 365 giorni ma di 365 giorni circa. Avanzano infatti 5 ore, 48 minuti, 46 secondi (circa) perciò ogni 4 anni saremmo avanti di (circa) un giorno. Da qui il giorno in più (circa) dell'anno bisestile. Come questo abbia spinto i genitori di Mr Wolfe +585, Senior, l'uomo con il nome più lungo del mondo, a dargli un nome di santo per ogni lettera dell'alfabeto solo perché era nato il 29 febbraio ci rimane oscuro.

Vedete? Vi abbiamo dimostrato come aggiungendo dei “circa” nella spiegazione si può evitare di passare per pedanti e saputelli, nonché di essere creduti…

Ultimi ritocchi

Dopo aver mandato a memoria le nozioni qua sopra, i vostri bicchieri dovrebbero essere ben freddi (o ben rotti, se il vostro congelatore è molto potente...). Non dovete far altro che recuperarli dal congelatore, bagnarne il bordo e passarlo nello zucchero affinché quest'ultimo si fissi al bicchiere e dia al cocktail un'aria molto più fica.

Versate il contenuto dello (pseudo-)shaker nel bicchiere così preparato stando attenti a non portare via lo strato zuccherino. Tagliate un fetta di limone per ogni bicchiere e applicatela al bordo come più vi piace.

Prosit!

Il vostro cocktail è pronto!

A questo punto non dovete far altro che convincere i vostri ospiti a prendere parte al brindisi dell'anno bisestile! Ricordate che questo è un pre-dinner cocktail, quindi va gustato prima della cena. Forse non sarà il cocktail più buono del mondo ma la sua abbondante gradazione alcolica renderà la cena sicuramente più allegra o, quanto meno, interessante…

La musica

Il 29 febbraio ricorre anche il “Sadie Hawkins Day”: il giorno in cui sono le donne a dover corteggiare gli uomini, al contrario di quello che dovrebbe avvenire negli altri giorni dell'anno.

Per vostra (s)fortuna esiste una danza che celebra proprio quel giorno. Ma noi abbiamo troppa stima dei nostri lettori per sottoporre loro una danza francamente inutile perciò abbiamo ripiegato su una canzoncina orecchiabile il cui titolo è proprio “Sadie Hawkins Dance”. Godetevela(?)! (Meglio se dopo il cocktail.)

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