Rituale del tè

Vi abbiamo un po' delusi nel 2011, non pubblicando né una ricetta di Natale né qualcosa per capodanno? Vogliamo iniziare il 2012 nel migliore dei modi: deludendovi ancora! Proprio per questo la prima ricetta dell'ultimo anno che passerete in nostra compagnia (profezia dei Maya o no, dubitiamo di sopravvivere ai prossimi mesi e siamo sicuri che dopo una veloce analisi delle nostre ricette converrete con noi) sarà qualcosa di molto semplice, molto inutile, ma con un grande peso culturale. (Tipo la stele di rosetta insomma.)

Se siete buddisti, molto informati o semplicemente anche voi degli appassionati di “notizie inutili”, non vi sarà sfuggito che il 31 Dicembre non solo terminava il glorioso anno 2011, ma sua santità il Dalai Lama ha indetto il 32esimo Kalachakra! Ehm... (silenzio di tomba) Woohoo?

Cos'è 'sto benedetto Kalachakra vi chiederete voi? Ebbene, non ne siamo del tutto sicuri, sta di fatto che contiene la parola “Chakra” e questo non può che far piacere a Saverio, fissato e drogato del manga Naruto in cui si parla continuamente di Chakra mentre la gente si infiamma, vola e compie altre realistiche azioni. Il Kalachakra è sostanzialmente un periodo di 10 giorni dedicato alla preghiera, alla meditazione, alla ricerca dell'illuminazione interiore. Voci non confermate ci indicano che per ognuna di queste esiste un'applicazione per iPhone a 99 centesimi.

Ma smettiamola di fare i prosaici e pensiamo al significato più profondo di questo lasso di tempo dedicato al sacro! Kalachakra significa “ruota del tempo” ed il suo concetto si basa su quello del tempo e del controllo dei cicli, dal ciclo del respiro a quello delle impercettibili energie del corpo. Il risultato del ciclo di purificazione è la realizzazione della propria personale divinità del Kalachakra (una divinità che, come la ruota, non ha inizio né fine ed è quindi onnisciente), una divinità che ha 4 facce, 24 braccia, 7 aspetti dello stato dell'unione (?) e sicuramente un altro numero casuale di proprietà. Il Kalachakra può essere di 3 tipi...

Vabbeh, lasciamo perdere. Andiamo a fare del tè.

Riscaldare la teiera

La teiera
Essendo l'utensile fondamentale dell'infusione, è chiaro a tutti come sia di primaria importanza avere una teiera di buona qualità e della giusta tipologia. Classicamente le teiere cinesi sono di terracotta rossa (quella più fighe vengono dalla regione Yixing della Cina) o addirittura di ghisa. Sorvolando su proprietà più o meno magiche e non verificabili, è però vero che teiere di questi materiali mantengono molto bene il calore e quindi si sposano bene con tempi di infusione lunghi. Da notare anche che le teiere di terracotta “assorbono” il gusto del tè e quindi, idealmente, vanno usate soltanto con una tipologia ben specifica di foglie per non alternarne il gusto.
In alternativa sono altrettanto “cinesi” le teiere di porcellana decorata: tuttavia mantengono peggio il calore e sono più piccole in media. Senza considerare che sono anche più delicate (e quindi inservibili da rudi uomini senza alcun briciolo di delicatezza come noi).

Nel preparare il tè, tenteremo di seguire il tradizionale “rituale del tè” cinese. Una forma complessa di preparazione che segue alcuni fondamentali passi consolidati nel tempo per permettere un apprezzamento maggiore dell'infusione. Siccome il rituale evidentemente cambia da regione in regione (ed è profondamente diverso dal rituale giapponese e quello taiwanese), siamo abbastanza sicuri che la nostra replica offenda la maggior parte della popolazione cinese. Un raggiungimento mica da poco.

In più prepareremo il tè indossando una specie di telo color arancione sul modello di quello dei monaci tibetani. Un altro affronto niente male per il partito del popolo cinese e le sue mire coloniali sul Tibet! Sicuramente un modo molto efficace per far bloccare il nostro sito dal Great Firewall of China.

Apprezzamento del tè e riscaldamento.

La prima fase, fondamentale, è quella dell'apprezzamento del tè stesso (e non di te stesso, che lasciamo ad una fase successiva). Chiaramente, non si può gradire l'infuso se non si prova rispetto per la materia prima: le preziose foglie di tè verde. In questo caso abbiamo deciso di viziarci con del selezionatissimo tè verde jasmine direttamente da Twinings e quindi col sigillo della regina d'Inghilterra (cose che c'entrano ben poco sia con la Cina, sia con rituali da tè asiatici in effetti).

Procediamo quindi a scaldare sia la teiera che le tazzine con dell'abbondante acqua tiepida, assicurandoci anche del fatto che tutto il vasellame sia pulito e pronto. Accendere una bacchetta d'incenso non serve a nulla, anzi siamo piuttosto sicuri che abbia effetti nocivi per la salute.

Il dragone accede al palazzo

Titoli
I titoli estremamente cinesi ed altisonanti non ce li stiamo inventando noi, ma sono i veri nomi delle varie fasi di preparazione del tè nel rituale Gongfu.

È il momento, serio e quasi sacrale, in cui prepariamo il tè per l'infusione. Come indicato nel titolo, i cinesi hanno una stima così sovrannaturale delle foglie di tè da riferirsi ad esse col titolo di dragone (effettivamente, nel rituale originale, un “dragone nero” visto che si usano foglie di tè Oolong: un tè nero ossidato a differenza da quello verde).

A seconda delle dimensioni della teiera servirà più o meno tè: generalmente si utilizza un cucchiaino di base (“one for the teapot” dicono i britannici) e se ne aggiunge uno per ogni tazza (grande da 0,3 dl) di tè che si intende preparare (ecco perché si chiamano “cucchiaini da tè” del resto).

Versate il dragone nella teiera.

Bagnare l'immortale

Qual è il secondo importante componente di un tè? L'acqua. Come per le foglie di tè, è importante che anche l'acqua sia di buona qualità. Per cui se vivete in una fogna di Milano, scordatevi di produrre qualcosa di soddisfacente, se non utilizzando l'acqua in bottiglia che comunque non offre i risultati migliori. Mettete a bollire una quantità sufficiente di liquido: i puristi preferiscono un pentolino sulla fiamma viva, ma noi tecnocrati siamo completamente dalla parte dei bollitori elettrici!

Una volta portata ad ebollizione, in base alle istruzioni del vostro pacchetto di foglie di tè (il tè più sofisticato menziona la temperatura alla quale preparare l'infuso), aspettate che l'acqua raffreddi e versatela nella teiera. Per un tè verde jasmine come il nostro sono consigliati circa 80°C, per cui dopo aver fatto bollire l'acqua la lasciamo raffreddare brevemente.

Al primo passaggio versate l'acqua da una posizione piuttosto elevata.

Perché si parla di “bagnare” l'immortale [tè]? Perché il primo passo serve soltanto a lavare le foglie, bagnare la teiera ed accertarsi che la temperatura della terracotta e delle tazzine sia adeguata all'infusione vera e propria.

Un tumulto di nuvole che portano pioggia

Lasciate quindi che l'acqua sia in infusione per pochi secondi (per la durata di “un paio di profondi respiri”, menzionano i testi sacri tanto poetici quanto imprecisi scientificamente) e versatela subito nelle tazzine.

Dopo aver svuotato la teiera dall'acqua di lavaggio, procedete a far bollire altra acqua come al precedente passaggio.

Dirigere la sorgente pura

Siamo arrivati alla fase più importante finalmente e possiamo versare l'acqua calda (sempre alla temperatura corretta di prima) nella teiera. Attenzione a versarla da un'altezza minore, quasi a sfiorare l'apertura della teiera: mentre l'infusione di pulizia deve essere energetica e cadere dall'alto, la seconda infusione vera e propria dovrebbe essere più calma ed agitare in maniera minore le foglie. (Dubitiamo che queste accortezze abbiano un'influenza sul gusto del tè. Ma noi siamo degli scienziati materialisti ed insensibili del resto.)

Lasciate in infusione per un paio di minuti. Anche in questo caso la durata d'infusione giusta è indicata sulla busta delle foglie di tè.

Ci siamo preoccupati a lungo delle temperatura interna delle teiera. Ora si tratta di riscaldarla dall'esterno...

Mentre aspettate la preparazione del tè, prendete le tazzine ancora piene del tè di prima infusione e... tenetevi forte... versatelo sulla teiera! Avete letto bene. Versate il tè sulla teiera chiusa. Questa fase è del tutto incomprensibile agli ignoranti occidentali quali siamo, ma abbiate l'accortezza di svolgerla su di un recipiente o direttamente sul lavandino perché — non ve lo sareste mai aspettati — c'è la concreta possibilità di bagnare le vostre vesti arancioni e l'intera cucina.

Ricevere rispettosamente il fragrante tè

Svuotate accuratamente la teiera versando il tè nelle tazzine. Disponetele come vi aggrada e presentate il tutto ai vostri onorevoli ospiti. È compito degli ospiti mostrare rispetto al tè ed alla vostra grazia nel prepararlo con adeguati commenti. Nel nostro caso i commenti spaziavano dal: “Tutto questo casino per una tazzina di tè?” “Ora che ci penso il tè a me fa schifo.” “Smettila di fare il buffone!” “Non riesco a bere il tè amaro.” “Ricordami di non accettare mai più un invito da parte tua per qualsivoglia rituale.” ... e così via.

È anche opportuno apprezzare a fondo tutte le proprietà del tè, incluse la sua fragranza, la complessa preparazione e, non ultimo, il gusto.

Probabilmente non va specificato, ma il tè verde cinese andrebbe consumato senza zucchero né alcun altro elemento estraneo (anche limone e latte sono chiaramente blasfemi). Dopo la prima serie di tazzine, il tè ancora contenuto nella teiera può essere riutilizzato: tè di buona qualità può essere usato per 5 o più infusioni, semplicemente allungando di volta in volta la durata dell'infusione.

Termine del rituale

Quando avete finito, si rimuovono le foglie consumate dalla teiera e si mostrano agli ospiti affinché possano apprezzarne la qualità e la vostra sublime scelta. Se non lo fanno sono degli screanzati senza alcun rispetto. (Lo saranno immancabilmente, non offendetevi.) Gettate via il tè e lavate subito accuratamente teiera e tazzine con acqua calda. Capovolgete il vasellame ed aspettate che si asciughi naturalmente.

Rinnovate il vostro invito ai vostri ospiti per la prossima tazza di tè in compagnia e ritenetevi soddisfatti per come avete celebrato il dragone nero e le sue antiossidanti virtù!

La musica

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Commenti, adulazioni ed insulti!

Ci sono 5 commenti. Festeggeremo moderatamente.
Monia
Monia

A parte la “ricetta” SPETTACOLARE (non), io farei un grande applauso al/alla fotografo/a (metto pure il maschile per non autoesaltarmi troppo) che, grazie alle foto bellissime, ti ha pure permesso di creare la fantastica gif.

FranS
FranS

Non crederete mica di potervela cavare così? Cioè… tutta sta scena per fare del tè!!!
VERGOGNATEVI

La prossima ricetta riguarderà l’arte di affettare le cipolle e avrà come colonna sonora “Don’t cry”?

Kiara
Kiara

Ci tengo a sottolineare che i miei incensi sono tutti di ottima qualità. Inoltre, la mancata menzione del/la fotografo/a e della persona che ha messo a disposizione l’abitazione (che è stata successivamente distrutta per la sacra preparazione del the) è una mancanza imperdonabile.
E comunque il mio bollitore fa la sua porca figura.

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