Bocconcini di Nutella fritta

In un paese in cui la nazionale di calcio si fregia di far colazione con appetitose e decisamente salutari fette di pane ricoperte di Nutella® (oltre a consumare acqua Uliveto, ma questa è una storia per un'altra ricetta), ci voleva il genio della cultura gastronomica cinese per partorire l'idea (malsana, chiaro) di rendere ancora più salutare e buona la Nutella®, friggendola!

Del resto sembra che, mentre l'influenza asiatica su questo pilastro dolcissimo della cucina italiana è stata nettamente positiva, l'ingerenza di altri stati abbia invece effetti molto negativi. Le organizzazioni tedesche infatti, oltre a voler tenere saldamente le redini dell'intera Europa sotto il giogo delle grandi lobby bancarie (vedi Monti, gruppo Bilderberg ed altre cospirazioni senza senso), intendono controllare anche la Nutella®! E questo soltanto perché l'etichetta della nostra beneamata Nutella® lascia intendere che si tratti di un alimento sano. Perché impedirglielo?! È evidente che solo un nordico fiscale lettore di etichette senza l'intuito mediterraneo per la fregatura poteva anche solo pensare che la Nutella® fosse un prodotto non lesivo all'organismo. Lesivo, ma comunque buono. O forse buono proprio perché lesivo.

Comunque lo scopo di questo articolo non è quello di convincervi della cospirazione internazionale ai danni della Nutella® (nella quale dovreste credere automaticamente per la fiducia che il nostro blog ispira), bensì vogliamo descrivervi in quale modo i migliori cuochi cinesi siano riusciti a trasformare un ingrediente di ineffabile leggerezza e bontà in qualcosa che andrebbe definito per quello che è: una riuscita ricostruzione della “Morte Nera”. Tra l'altro questa ricetta dovrebbe darvi qualche spunto e qualche sospetto sulle cause di morte di Kim Jong-Il. Non vogliamo insinuare niente.

Gli ingredienti

I seguenti ingredienti che trovate elencati sono sufficienti a preparare bocconcini di Nutella® fritta a partire da ben 2 vasetti da mezzo chilo. In foto trovate quantità superiori che ci hanno permesso di creare pastella sufficiente per friggere in aggiunta anche alcuni simpatici oggetti di manifattura locale e quindi realizzare degli apprezzabilissimi regali di Natale.

  • 200 g di farina,
  • 100 g di fecola di patate,
  • 30 g di zucchero a velo,
  • 1 uovo,
  • Acqua quanto basta (i.e. a caso),
  • Olio di semi (preferibilmente soia),
  • Nutella® quanto basta (i.e. un'infinità),
  • Tanta, tanta dolcezza.

La preparazione

Per realizzare al meglio i bocconcini di Nutella® fritta è opportuno prepararsi adeguatamente con qualche ora di anticipo. Non facciamo riferimento al raccoglimento del Ki con esercizi di meditazione (anche se possono essere utili). Mettete semplicemente la Nutella® in frigorifero, in modo da indurirla e poterla lavorare con più facilità successivamente.

Quando è della consistenza giusta, sarà possibile preparare le pallette di Nutella® e metterle nuovamente in frigo in modo da conservarne la sfericità fino al momento appena precedente la frittura.

Per realizzare le palline potete procedere bene o male come volete: se disponete di un cucchiaio da gelato potrete probabilmente utilizzarlo con un certo successo (anche se la forma del barattolo di Nutella® non aiuta per niente). Se altrimenti siete dei novelli Giotto, potreste anche voler destreggiarvi semplicemente con spatola e cucchiaio. In ogni caso, dovreste ottenere delle piccole sfere nutellose da adagiare con dolcezza su un vassoio, ben separate.

Come vedete non tutte le pallette vengono col buco. Anzi, sarebbe auspicabile che nessuna palletta venga bucata, ma non siamo qui a giudicare il vostro operato, se geometricamente difforme dal nostro.

La Nutella® fredda può assumere uno stato di rigidità molto prossimo a quello naturale del granito. Nessun movimento tettonico (né uno stupido cucchiaio d'acciaio) potrà farci niente.

Dopo aver fatto qualche sacrificio (a livello di stoviglie), dovreste poter riporre i vassoi ricoperti di palle di Nutella® nel frigorifero. Ora, attendete fino al momento di dover realizzare il dessert: i bocconcini nutellosi vanno serviti caldi e praticamente ancora fumanti!

Aggettivi
È un bruttissimo segno quando gli aggettivi più usati di un articolo sono “nutelloso” e “pastelloso”: entrambi aggettivi spiacevolmente assenti da qualsiasi vocabolario della lingua italiana, nonostante la loro indubbia utilità e chiarezza.

Quando siete pronti, è il momento di realizzare la pastella per la frittura. In questo caso ci aspetta un compito molto più facile rispetto al precedente: versate insieme tutti gli ingredienti della lista in un contenitore sufficientemente grande e mescolate con un frullatore. Aggiungete acqua a mano a mano per ottenere un composto “pastelloso” e non troppo liquido.

L'animazione qui sopra dovrebbe esemplificare il grado di liquidità da raggiungere (la pastella non dovrebbe colare dalle dita con facilità), la dolcezza minima (la pastella dovrebbe invogliare il consumo a ditate) ed il livello di degrado raggiungibile dai commensali.

Preparate l'olio per la frittura in un pentolino e scaldatelo. Appena pronto, estraete le pallette di Nutella® dal frigorifero e, senza indugio, procedete ad impastellarle velocemente rigirandole nel liquido giallognolo. Di seguito gettate la pallina nell'olio, assicurando a tutti i presenti abbondanti ustioni di terzo grado.

Quello che sembra molto facile in foto, è in realtà molto più difficile visto che ci sono moltissimi aspetti di questo procedimento che possono andare storti (e lo faranno, stando alla legge di Murphy):

Olio
I punti qui a sinistra non fanno neanche menzione del pericolo più orribile che vi attende: bruciare completamente l'olio rendendolo un liquido nero e misterioso perché qualcuno si è dimenticato di abbassare la fiamma.
Potrebbe essere accaduto ad uno di noi. Forse.
  • I bocconcini di Nutella® possono diventare sempre più morbidi col passare del tempo e quindi diventare molto più difficili da maneggiare. Al più tardi quando avranno la consistenza del catrame da asfaltatura (la consistenza naturale della Nutella®, in effetti) vi renderete conto della gente attorno a voi che vi guarda sconvolta mentre, ricoperti di sudore, cercate di liberare i vostri arnesi dalla Nutella®.
  • I bocconcini potrebbero non essere completamente ricoperti di pastella a causa del contatto con i vostri arnesi da cucina con cui li maneggiate. Questo è un problema quasi inevitabile se non acquistando la velocità manuale di un maestro Sushi nel gettare le palline nell'olio.
  • Le sfere impastellate potrebbero perdere parte della pastella nell'olio se entrano in contatto con i bordi del recipiente prima che la frittura sia completa. Usate dei cucchiai o qualcosa di simile per mantenere il galleggiamento della sfera.
  • Se una palletta di Nutella® non è impastellata correttamente si verificherà ciò che in letteratura si chiama “emorragia nutellosa” nell'olio. La conseguenza è che l'olio diventerà opaco, nero e puzzolente molto in fretta.

Procedete speditamente con la frittura dei bocconcini, magari facendovi aiutare per passare velocemente tra le tre fasi di cottura (che vedete perfettamente rappresentate in foto). Una volta fritte, le sfere di Nutella® vanno riposte su un foglio di carta cucina.

In tavola

Appena fatto assorbire un po' dell'olio in eccesso, potete procedere servendo i formidabili bocconcini ai vostri ospiti, meglio se con l'aggiunta di una cucchiaiata di panna montata non zuccherata.

Notate che non esiste un modo particolarmente funzionale per consumare il bocconcino di Nutella®: tagliarlo fa sì che il contenuto cioccolatoso strabordi in ogni direzione, addentandolo farete in modo che la Nutella® vi cosparga il visto senza pietà, ingoiandolo intero rischiate il soffocamento... Insomma, conviene darlo semplicemente in pasto ai commensali, sperare per il meglio ed offrire un servizio di doccia e cambio vestiti per il dopo pasto.

La musica (?)

Cari lettori, c'è la speranza che — nonostante stiate al momento leggendo le nostre parole — voi nutriate ancora la speranza non del tutto disillusa che il mondo sia popolato da gente piuttosto normale, che conduce vite se non virtuose comunque decenti, e che sia possibile vivere tutti nel rispetto reciproco.

Ebbene, ci dispiace deludervi. Non solo due pericolosi psicopatici hanno la libertà di aprire un blog su Internet dove pubblicare ricette pericolose e disgustose senza che nessuno li fermi. Esistono persone ancora più orribili, come ad esempio questo Furious Pete che si diverte con una disciplina nota come “competitive eating” e dunque partecipa a gare in cui l'unico obiettivo è quello di mangiare più degli altri, ed in minor tempo.

Una pratica chiaramente contro natura, ma che nessuno ha mai fermato. Per questo non può esserci alcuna speranza. Come non ci sarebbe speranza neppure per il vostro fegato, nel caso doveste decidere di fare ciò che Pete fa nel video qui sotto con un barattolo di Nutella…

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Commenti, adulazioni ed insulti!

Incredibile che siano stati scritti già 4 commenti!
fefio
fefio

O Lorenz mette lo smalto rosso oppure è stato ampiamente aiutato…
Senza rendere giustizia a chi ha fatto il grosso del lavoro ovviamente…

Gianluca Zucchini
Gianluca Zucchini
Monia
Monia

Ecco….bravo Fefio! No che qui se prende tutto il merito qualCuno, e chi invece ha lavorato si ringrazia solo per l’idea………..

Ma cosa? Io metto molto spesso lo smalto rosso…

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