Chips della scoperta

Nota: I due curatori del blog sono consci dell'andamento discendente per quanto riguarda la qualità e la complessità delle ricette nelle ultime settimane, però, in quanto curatori, non se ne curano minimamente. Anzi, ci tengono a sottolineare che si tratta della nuova linea editoriale del blog. Di conseguenza le prossime ricette riguarderanno fondamenti della cucina internazionale come la preparazione di “acqua calda” e l'acquisto di pane.

Come sicuramente saprete, il 12 Ottobre 1492 verrà ricordato per l'eternità come il giorno in cui il simpatico genovese di nome Cristoforo Colombo ha avvistato le terre del continente Americano. Tale giornata viene ricordata negli Stati Uniti come “Columbus day”, altrove come “Discovery day” o con altri nomi che non riusciamo ad interpretare.

La scoperta delle Americhe ebbe una serie di conseguenze molto profonde. E questo non solo per le tribù indigene sterminate di lì a poco (anche se loro potrebbero avere qualcosa da ridire sul tema). Ad esempio, l'introduzione di piante come la patata, il cotone, il mais, i fagioli ed il pomodoro nelle diete europee! Ci pensate? Se non fosse per questa epocale scoperta la dieta mediterranea non sarebbe mai decollata, i tedeschi non avrebbero niente da abbinare ai würstel e avremmo molti meno problemi col fumo! Tutte cose positive a pensarci bene.

Non tutti sanno che è esattamente questo ciò che Colombo avvistò sulle coste delle Bahamas, usando il suo binocolo ultra-tecnologico con lenti anti-riflesso.

Senza ulteriori indugi, visto che abbiamo fame, faremo l'unica cosa utile che sia possibile preparare con delle patate. Delle patate fritte. Un piatto che, pur essendo belga, racchiude in sé una grande dose di americanità. In più, giusto per aggiungere qualche altro elemento al guazzabuglio di nazioni che stiamo elencando, prepareremo le classiche “chips” inglesi invece delle patatine normali. Siete confusi? Mai quanto noi.

Gli ingredienti (per due persone)

L'elenco degli ingredienti in questo caso è veramente essenziale e dovrebbe essere possibile reperirli facilmente, se necessario strappandoli dalle mani fredde e morte di un indigeno ucciso a colpi di archibugio dal ponte della vostra caravella.

  • 3 patate di medie dimensioni,
  • Infinite quantità di olio di semi,
  • Sale a piacimento.

L'olio, da tenere sempre in abbondanza, può essere anche schizzato negli occhi degli altri cuochi che si trovano a tiro. L'effetto esilarante è assicurato.

La preparazione

Prima di poterci dedicare alla parte più divertente, ossia la frittura e il lancio di olio bollente in giro per i più reconditi angoli della cucina, è opportuno (e suggerito dalla vostra sede A.S.L.) lavare le patate dalle immonde zozzerie che si annidano sulla loro superficie rugosa.

Per raggiungere questo scopo può essere sufficiente mettere le patate sotto un getto violento di acqua. Nel nostro caso, il getto attraversa le tre patate, scalfendo a malapena ognuna di esse in maniera tangenziale. Per questo possiamo essere certi che il livello di igiene sia altissimo, al pari di ogni altra nostra ricetta.

Julienne
Il nome “à la julienne” proviene da un omonimo chef francese Julien che ha inventato tale taglio delle verdure nel 1700 circa. Perché prima evidentemente la gente non tagliava le verdure.

Una volta “lavati” gli ingredienti (non è necessario lavare la bottiglia d'olio ed è sconsigliato lavare il sale, ma se volete provateci), possiamo cominciare ad affettare le patate. Ora, la forma classica delle patatine fritte (ed intendiamo quelle che si consumano dal nostro spacciatore di morte preferito, ossia il McDonalds) hanno la forma esile del taglio “à la julienne”. Ma non nel nostro caso: noi preferiamo il taglio molto più fine e delicato dei “chips” britannici!

Freedom
Le “patatine fritte”, proprio in virtù della semplicità e globalità del piatto, sono note sotto una varietà di nomi diversi in giro per il globo. Il cambio di nome forse più divertente è proprio quello che le convertì da “french fries” a “freedom fries” negli USA durante la guerra in Irak, per esprimere il sentimento anti-francese del popolo Statunitense a causa dell'opposizione alla guerra da parte del popolo transalpino.
L'ambasciata francese, con il classico contegno distaccato con cui li immaginiamo, esternò che avevano problemi più importanti a cui pensare del modo in cui gli americani chiamavano le loro patate. Facendo anche notare che comunque le patatine fritte sono un piatto belga.
Alla stessa maniera il “sauerkraut” era stato trasformato in “liberty cabbage” e gli “hamburger” in “liberty steak” durante la guerra mondiale.

Questo ovviamente soltanto se disponete dei relativi strumenti da cucina estremamente avanzati! In assenza di un laser chirurgico guidato da mano robotica, anche un tagliere con lama finissima può essere adoperato senza troppi rischi.

Senza “troppi” rischi, appunto.

Ricordatevi che anche se i vostri polpastrelli sono sicuramente edibili, il loro gusto una volta fritti non è apprezzabile quanto quello delle patate e soprattutto ne disponete in una quantità finita.

Una volta tagliati i finissimi dischi di patate (dovrebbero essere alti 1-2 mm circa), è consigliato liberarsi dell'amido in eccesso che i deliziosi tuberi contengono in quantità elevatissime. Questo non solo per rendere la ricetta un pelino più completa, bensì anche perché procedendo in questo modo i chips finali avranno una consistenza molto più croccante.

Immergete dunque i dischi in un capiente contenitore (del resto, se il contenitore non capie, che contenitore è?), riempendolo di acqua lievemente salata.

Mentre attendete una mezz'oretta o più, potete divertirvi a medicare le ferite che avrete sicuramente riportato dal taglio delle patate. Successivamente, mettete una padella piena di olio di semi sul fuoco e fate raggiungere una temperatura di 160°C circa (nota: i riferimenti termometrici sono completamente casuali).

Colombo
Il coraggioso esploratore era, come spesso è il caso, geniale ed al tempo stesso un po' bastardo dentro. Nonostante sia stato un marinaio della Pinta ad avvistare la terra durante la notte del 12 Ottobre, è stato poi Cristoforo Colombo stesso e fregiarsi dell'avvistamento. Non ultimo proprio per accaparrarsi la ricompensa che sarebbe andata a chi avesse avvistato per primo la terra.

Ponete accuratamente i dischi di patate nelle padella di olio bollente e fate friggere per qualche minuto, attendendo con attenzione che i chips raggiungano l'ambito colore “dorato” e prestando attenzione al fatto che non si carbonizzino invece.

Rimuovere i dischi una volta fritti dall'olio può essere un'operazione potenzialmente letale, ma altri strumenti tecnologicamente superiori possono esservi d'aiuto anche in questo caso. Se non ne disponete, potete usare le dita in modo da cicatrizzare immediatamente (ed in maniera molto dolorosa, va detto) le ferite sui vostri polpastrelli. Riponete i chips su carta Scottex in modo da assorbire l'olio in eccesso.

In tavola

La preparazione estremamente complessa del piatto è conclusa: versate le patatine su di un piatto e salate a piacimento. Abbinate a quello che più vi aggrada... (pesce fritto? bistecca? salsine messicane? granito delle Rocky mountains? non lasciate che sia il buon senso a fermare la vostra fantasia!)

La musica

Per celebrare la scoperta del continente Americano grazie al nostro coraggioso esploratore genovese, possiamo solo proporvi un brano — che più anti-Americano non si può — dei Pain of Salvation, gruppo svedese che Lorenz adora e Saverio probabilmente non potrebbe ascoltare per più di mezzo minuto. Ma ormai dovreste sapere che Saverio è sprovvisto di qualsiasi senso musicale. (E dopo il taglio delle patate, è ora sprovvisto anche del senso del tatto!)

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Commenti, adulazioni ed insulti!

Ci sono due commenti, probabilmente degli autori stessi che litigano sugli ingredienti.
FranS
FranS

Non lo credereste mai ma questa ricetta, nonostante sia una grandissima puzzonata, è la prima che apprezzo veramente! (o forse, proprio per questo?).
L’unica critica stavolta è di natura tecnica: non si capisce come mai per il prelievo delle patate dall’olio non venga utilizzata la pratica schiumarola (che oltretutto si intravede nella foto), optando per le pinzette da sopraccicglia… ;-)

Siamo incredibilmente commossi/sconvolti di cotanta benevolenza! :D
In ogni caso la scelta dello strumento è caduta sulle pinzone piuttosto che sulla schiumarola per due motivi precisi:
1) avendo un coso del genere in cucina non potevamo non usarlo,
2) la schiumarola, sebbene nella foto non appaia così evidente, era coperta di un strato sicuramente organico ma di dubbia provenienza terrestre…

Insomma non volevamo aggiungere altre zozzerie alla ricetta. Esclusa la riprovevole musica di Lorenz chiaramente…

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