Fonduta di Sant’Andrea

Il 30 novembre è un giorno memorabile per svariate ragioni, prima fra tutti la centralità di cui questa fausta ricorrenza è investita nella famosa filastrocca per ricordare il numero di giorni che compone ogni mese dell'anno (“30 dì conta novembre...”). Certo questo non sarebbe stato abbastanza per pubblicare proprio oggi una delle nostre gloriose ricette. Il 30 novembre infatti è importante anche per un altro motivo: la morte di Sant'Andrea!

Patroni a caso
Un'altra leggenda vuole che nel tardo VIII secolo, durante una delle battaglie contro gli inglesi, il re Ungo (lo stesso Óengus I Mac Fergusa menzionato precedentemente oppure Óengus II dei Piti) vide una nuvola incrociata a salterio, e disse ad alta voce ai propri compagni di osservare il fenomeno, indicativo di una protezione di sant'Andrea, e che se avessero vinto per questa grazia, lo avrebbero eletto quale loro santo patrono.
Wikipedia

Sappiamo bene che nelle vostre agili menti sta girando un ben nitido pensiero e che avete sulla punta della lingua un'esclamazione ben precisa: “E chi se ne frega?”. Questo perché voi forse non sapete quanto S. Andrea (da qui in avanti: Andy) fosse uomo pieno di risorse e, soprattutto, potreste non sapere che Andy è anche il veneratissimo santo patrono della Scozia (e qui: “E sti cazzi?”) nonché dei passaggi a livello. Potreste inoltre ignorare che il nostro Andy era conosciuto come uomo virile e possente (come lo scozzese medio insomma), e che la ragione per cui sia stato eletto a santo protettore di quelle genti dipende in larga parte dal fatto che il Re dell'epoca facesse uso di sostanze psicotrope prima della battaglia...

Insomma potreste ignorare tutto questo, certo però non potrete non sapere quanto la nostra capacità di renderci ridicoli ai fornelli (e non solo) sfoci assai spesso nell'idiozia e, ancora più spesso, nella schizofrenia. È per questo che ci scuserete se tutta la pippa su Sant'Andrea e la Scozia che avete sorbito finora è servita solo a giustificare blandamente il fatto che avevamo voglia di fare una ricetta con il kilt...

Proprio così, è tutta una grossa scusa. Ma cosa avreste fatto voi se aveste avuto la possibilità di usufruire di uno splendido kilt scozzese originale (gentilmente fornito da Filippo) senza riuscire a trovare una festività più o meno degna che vi desse la possibilità di indossarlo in pubblico? Ve lo diciamo noi, avreste scovato una ricetta scozzese di dubbio gusto e una festività non festeggiata da nessuno come abbiamo fatto noi! Perciò smettetela di giudicarci! Iniziamo piuttosto a fare questa inutile fonduta nello stile che contraddistingue ogni buon scozzese: violenza, rozzezza, nudità e whisky.

Gli ingredienti (per 4 William Wallace)

  • 50 gr di burro,
  • 1 cipolla tagliata finemente (con una spada a due mani),
  • 250 ml di latte di mucca scozzese,
  • 500 gr di ceddar stagionato grattugiato (con l'elmo di un nemico),
  • 2 cucchiai di farina di granoturco,
  • Mezzo bicchiere di whisky,
  • Pane di segala.

La preparazione

Come ogni fonduta che si rispetti la preparazione è più o meno simile a quello che fate tutti i giorni con il secchio della raccolta indifferenziata che avete a casa: ci buttate tutto ciò che vi capita, senza darvi grossi pensieri se prendete perfettamente il secchio o meno. Ora immaginate che il secchio sia una pentola antiaderente e che l'immondizia da gettare sia l'insieme degli ingredienti: ecco fatto! No scherziamo, è leggermente più complicato. Non fosse altro che dovete lanciare gli ingredienti urlando maledizioni celtiche, solo dopo esservi rotolati in vero fango scozzese 100%.

Sminuzzate la cipolla con la vostra spada a due mani avendo l'accortezza di immergere precedentemente la lama in dell'acqua, in modo da non piangere come femminucce durante l'operazione. Anche l'immersione nel sangue di un inglese invasore caduto può essere funzionale allo scopo.

Passate a cimentarvi nel famoso soffritto di cipolla scozzese: burro e cipolla si lasciano bruciare sul fuoco mentre voi andate tranquilli a sbronzarvi al pub.

Il formaggio giusto per questa ricetta sarebbe il Ceddar stagionato. Peccato che tale prodotto caseario sia praticamente sconosciuto al di sotto del Vallo di Adriano. Potete tranquillamente sostituirlo con del Gouda al prezzo di dover cambiare una grattugia ogni 100 gr. di formaggio grattugiato.

Mentre il formaggio si finisce di sciogliere nella marmitta celtica (la pentola), passate a preparare l'ingrediente speciale. No, non si tratta di droga colombiana bensì di qualcosa che ha effetti ancora più devastanti sull'organismo umano: il whisky! Prendete la farina di granturco e mescolatela con la bevanda malefica fino ad ottenere assolutamente nulla. Dovete solamente mescolare per qualche secondo con una mano mentre con l'altra mano vi portate alla bocca boccali colmi di whisky. Il fatto di sbronzarsi durante la ricetta forse non è del tutto necessario, ma se volete ricalcare le nostre orme in tutto e per tutto è consigliato. Inoltre la cosa che vi permetterà poi di ingurgitare il preparato finale senza vomitare (dato che per quell'ora lo dovreste aver già fatto).

Ricordatevi di appoggiare il calderone bollente su un poggiapentole che riproduce con esattezza le 7 stelle di Hokuto, noto orgoglio nazionale scozzese.

L'arcano prodotto formaggioso va maneggiato con la ritualità di un druido delle highlands e quindi colato in un recipiente atto a contenerlo. Come detto, l'elmo di un legionario romano potrebbe essere particolarmente stiloso in questo caso e di sicuro metterebbe in chiaro la vostra affiliazione alla Scottish National Liberation Army presso i vostri ospiti.

In tavola

Decorate il piatto in modo da ricostruire, approssimativamente, le sembianze della vostra adorata Stonehenge (cercando di ignorare il fatto che Stonehenge non ha proprio nulla a che fare con la cultura scozzese insomma).

Se a questo punto vi chiedete come consumare il frugale pasto da guerriero celtico, è una domanda legittima. Sappiate che neanche i nostri avi di Glasgow però hanno saputo dare una risposta soddisfacente a questo atavico quesito: infatti - come vedete raffigurato nella filologica foto - il piatto viene posto su un tavolo, osservato con lo sguardo truce di un highlander ed intimorito agitando un'arma e/o urlando ingiurie in inglese stentato e ciancicato (vedi Trainspotting).

La musica

Invece del brano musicale di dubbio gusto che siamo soliti inserire a fine ricetta questa volta abbiamo preferito illustrarvi quali siano gli effetti del post fonduta. Sebbene lo sbudellamento di William Wallace sia una scena oltremodo truce non è comunque comparabile a quello che vi aspetta la notte successiva al consumo della splendida ricetta. Enjoy!

Pubblicità

Condividi!

Commenti, adulazioni ed insulti!

Ci sono 6 commenti. Festeggeremo moderatamente.
McPhoephius
McPhoephius

Avremmo preferito un bel piatto di Haggis… ma sappiamo quanto Lorenz sia inutilmente vegetariano…

Mai l’avverbio “inutilmente” fu usato in modo migliore…

Sarà la gotta a vendicarmi.

fabrizio
fabrizio

mi hai fatto ridere…

C’è una versione femminile di questo truce rituale o devo cucinarla anch’io a petto nudo con il kilt?

Lorenz ti difendo io, i vegetariani sono più utili di quello che sembrano…che la gotta ti ascolti e li colpisca!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *