Panzanella del contadino

Cari lettori, dopo così tanto tempo senza nuove ricette né aggiornamenti, vi sarete certamente interrogati su che fine avessero fatto i vostri due cuochi più svampiti del web! Ebbene, è una domanda che ci facciamo spesso anche noi al risveglio...
Sia come sia, abbiamo delle ottime giustificazioni alla nostra temporanea assenza ed intendiamo rimediare con una “succulenta” quanto semplice ricetta estremamente estiva che vi permetterà di affrontare con molta più serenità i mesi di caldo che ci attendono tutti.

Ma prima le giustificazioni, come sui banchi di scuola. Orbene, il caso vuole che proprio negli ultimi 10 giorni si sia svolta la manifestazione de “Il mercato delle Gaite” in quel di Bevagna, cosa che ha obbligato Lorenz a rendersi ridicolo ogni sera con uno spettacolare abito medievale con calzamaglia. D'altra parte ha anche avuto inizio la stagione internazionale dei matrimoni (che coincide grossomodo con l'estate), che ha obbligato Saverio ad interminabili pranzi e cene con relative quantità disumane di alcolici (e per come lo conoscete, non si è di certo tirato indietro).

Spero che avremo la vostra comprensione se, in questo stato di ebbra medievalità, non siamo stati in grado di compilare ricette. Ma ripareremo subito al danno pubblicando una gustosa panzanella a base di insalata e pane, un piatto estremamente innovativo e complesso!

Gli ingredienti (per 2 contadini)

  • Mezzo cespo di lattuga (canasta o trocadero),
  • Una cipolla (meglio se rossa),
  • Un cetriolo (dalla zona di Amburgo se possibile),
  • 5-6 pomodorini datterini,
  • 3 fette spesse di pane raffermo,
  • Erbe varie: basilico e rucola,
  • Capperi come se piovesse,
  • Olio e aceto.
Medievalità
Parlando di un piatto che viene presentato ad una festa medievale, è ovvio che il piatto venduto in taverna non contiene pomodorini perché evidentemente non erano ancora stati inventati da Cristoforo Colombo (è così la storia, giusto?) nel periodo storico rievocato durante la manifestazione.

Ma perché la panzanella vi chiederete? Ebbene, si dia il caso che Lorenz — nella sua calzamaglia molto fashion — lavori come cassiere (in virtù della sua natura da strozzino elvetico) nella gloriosa taverna della gaita S. Giorgio. Il menù di tale taverna è composto in larga parte da piatti contaminati da carne in varie forme, lasciando al povero anemico cassiere soltanto la panzanella per provvedere al proprio sostentamento.

Presentarvi proprio la panzanella quindi ha una duplice funzione: celebrare questo piatto che rappresenta praticamente l'unico motivo per cui Lorenz lavora ancora in quella taverna ed al tempo stesso documentare il fatto che una dieta di 10 giorni esclusivamente a base di panzanella è possibile e non comporta conseguenze sul lungo periodo (o perlomeno, conseguenze non fatali).

La preparazione

Iniziamo con l'aspetto meno medievale del piatto: la pulizia degli ingredienti.

In questa occasione vi accorgerete anche di quanto siano estremamente scomodi i vestiti medievali.

Per compensare questa inutile procedura, sicuramente sconosciuta fino all'invenzione dell'igiene nel 1800 (un evento di cui stiamo ancora pagando le conseguenze), assicuratevi di farlo indossando un vestito medievale in cui avete sudato per 10 giorni di fila senza lavarlo e soprattutto sinceratevi di inoculare l'acqua con la quale lavate le verdure con i virus della peste e della tubercolosi.

Dopo aver lavato e stagliuzzato tutte le verdure in pezzetti di adeguate dimensioni, versatele in un contenitore.

Ora passiamo alla seconda componente fondamentale della panzanella... il pane (la prima ovviamente sono le malattie di cui prima). Tagliate le fette di pane ed immergetele in acqua ed aceto per una decina di minuti circa.

A seconda di quanto è raffermo il pane, sarà necessario tenerlo più o meno a lungo nell'acqua. Assicuratevi in ogni caso che il pane sia ben inzuppato, ma non del tutto sfatto in brodino.

Appena concluso questo passo incredibilmente complesso, prendete il pane e sbriciolatelo nel contenitore delle verdure.

Farlo con entrambe le mani è più facile, ma renderebbe impossibile scattare le fotografie.

Aggiungete ora anche l'insalata lavata e tagliata. Infine, condite abbondantemente con aceto, olio, sale e pepe. Mescolate energeticamente per fare in modo che il pane sia sparpagliato in giro per il contenitore (e, con un po' di fortuna, anche la vostra cucina).

In tavola

Si mormora che sia meglio tenere il contenitore della panzanella in frigo per un po' di tempo prima di consumarla, ma su questo punto dissentiamo (una cosa che viene naturale con i molti casi medievali di dissenteria), visto che tenere i pomodori al freddo ne neutralizza il sapore. Invece, anni di esperienza nel consumo della panzanella ci permettono di decretare con indubbia certezza che è sì bene far “riposare” l'insalata per un po', ma non in frigorifero.

Coprite la panzanella con qualcosa per una mezz'oretta prima del consumo, mescolatela nuovamente e finalmente gettatevi al consumo sfrenato di questo eccezionale piatto.

Anche durante il pasto, avrete modo di accertare con assiomatica certezza che i vestiti medievali che indossate sono odiosi, inutili, scomodi e non permettono il ricircolo dell'aria.

La musica

Per rimarcare il fatto che la panzanella è il piatto assolutamente più gettonato in taverna, ecco un brano che celebra proprio il consumo di panzanella e vino (ma soprattutto panzanella) nelle locande medievali.

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Commenti, adulazioni ed insulti!

Incredibile che siano stati scritti già 4 commenti!
FranS
FranS

Il fatto che ci siano degli anacronistici pomodori è semplicemente VERGOGNOSO!

Ma è documentato nella nota a margine! :|

Dante
Dante

La calzamaglia era di moda? Ed il cinto argentato?

Anche le scarpe con suola in gomma. Tutto rigorosamente filologico.

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