Tortino di rete

Toc, toc. Pronto? Funziona questo coso? Ci sentite? Forte e chiaro?

Beh, evidentemente sì... dobbiamo dire la verità, ci eravamo un po' preoccupati che oggi i nostri affezionati lettori non potessero godere dell'imprescindibile lettura quotidiana del nostro blog. Sapete perché? Perché oggi è l'IPv6 Day è chiaro! Cioè il giorno in cui, più o meno tutta Internet dovrebbe essere irraggiungibile grazie alla brillante idea di abilitare questo fulgido nuovo standard di comunicazione sulle reti. Idea questa che sarà balenata nella mente degli stessi geniacci che hanno creato lo slogan dell'evento “the future is forever” (“the umbrella is on the table” avrebbe avuto più senso).

Ma dato che Internet sembra essere ancora in piedi, nonostante i nostri ripetuti tentativi di cercare "google" su Google, siamo obbligati a presentarvi una ricetta che abbia a che fare con l'oscuro e umido mondo delle reti di comunicazione informatica! La ricetta di oggi infatti, rappresenta la secondo alcuni (noi) perfetta trasposizione culinaria del famigerato stack TCP/IP, il gruppo di protocolli grazie al quale potete ogni giorno condividere link raccapriccianti su Facebook.

Pronti?
Siete pronti all'imminente (pianificato circa per il 2180 dopo varie fini del mondo) switch-off del caro vecchio IPv4, per passare al nuovo sfolgorante IPv6? Per accertarvi del sicuro no, controllate su questo sito!

Gli ingredienti (per due tortini)

  • Un galbanino o eventuale omologo.
  • Un cespo di radicchio di cui butterete via circa il 90%.
  • Del prosciutto a fette.
  • Un mazzetto di rucola.
  • 10 ciliegie circa.
  • Una bottiglia di aceto balsamico.
  • Un cucchiaio di fecola di patate.

Come potete vedere gli ingredienti della ricetta sono particolarmente spartani al fine rispettare il principio di semplicità in perfetto accordo con la sezione due della RFC sulle linee guida per la definizione dei protocolli di rete. Punto questo che non c'entra assolutamente nulla col fatto che avevamo SOLO quelle cose nel frigo...

Se siete fra i pochi fortunati in grado di notare che, mentre lo sfondo nelle foto degli ingredienti è sempre lo stesso, la cipolla dietro la bottiglia di aceto aumenta di dimensioni e di intelligenza ad ogni ricetta, sappiate che il coltello in primo piano e lì proprio per voi...

La preparazione

Sempre in ossequio al principio di semplicità menzionato sopra e cercando anche di accontentare quel pedante di Maeda John, la preparazione della di questo eccezionale tortino è veramente banale (il risultato è parimenti trascurabile).

Il primo passo è quello di ridurre l'aceto balsamico per trasformarlo in una cremina acidula e dolciastra. Se vi state chiedendo perché fare una cosa del genere, cercando di ottenere un crema di aceto balsamico tranquillamente disponibile in ogni supermercato, potete trovare la risposta alle vostre domande qui.

Versate circa 100 ml di aceto in un pentolino e fatelo scaldare a fuoco lento. Mentre l'aceto è sul fuoco aggiungete circa 2 cucchiai di zucchero e il cucchiaio di fecola di patate. Continuare a girare vorticosamente il composto per tutta la durata del processo vi permetterà di evitare il fastidioso "effetto fontana" a cui l'aceto caldo può dar vita.

Mondate, tagliate e, opzionalmente, lavate le verdure che serviranno per formare gli strati del tortino. Il galbanino va opportunamente tagliato a rondelle con la stessa delicatezza reverenziale con cui maneggereste dei cavi di fibra ottica.

Cominciate ad impilare gli ingredienti cercando di mantenere una forma più possibile cilindrica: proposito questo che si dimostrerà immantenibile fra poco. In caso di dubbi e perplessità lasciatevi ispirare da questa magnifica animazione.

Vi starete sicuramente chiedendo in che ordine impilare i vari strati e soprattutto cosa questi dovrebbero rappresentare simbolicamente. Ebbene è lapalissiano che l'ordinamento degli strati rispecchia per filo e per segno la pila dei protocolli adottati al giorno d'oggi dallo stack TCP/IP. Nella pila ogni protocollo risolve un ben definito problema di trasmissione dei dati con un certo livello di astrazione dato dal livello sottostante. Nel tortino ogni ingrediente contribuisce a peggiorare il sapore finale con un diverso livello di aggressività al palato.

OSI
Lo stack TCP/IP è una suite di protocolli che risolvono in maniera ingegneristica al problema della trasmissione dei dati (ossia, male ed approssimativamente).
In realtà, l'organizzazione internazionale per gli standard definisce una pila di protocolli teorica che si suddivide in ben 7 livelli diversi di astrazione, da quello fisico per arrivare a livelli francamente inutili come la “sessione” e la “presentazione”.
Perché abbiamo adottato lo stack TCP/IP nella nostra ricetta? Semplicemente perché è la suite di protocolli che viene effettivamente utilizzata e soprattutto perché per rappresentare 7 livelli di protocolli non ci sarebbe bastato il forno!
I livelli dello stack messi a confronto con i loro corrispettivi gastronomici.

Senza entrare troppo nei dettagli (che ignoriamo nonostante varie lauree), possiamo identificare il livello link come l'antenna del vostro portatile, che oltre a irrorarvi continuamente di simpatiche onde elettromagnetiche, ha la funzione di trasmettere i byte fisici nell'etere; il livello internet è quello che vi permette di comunicare col vostro router e che vi fa dannare quando Windows™ vi comunica in modo sibillino che "c'è un conflitto di indirizzi di rete"; il transport, che vi permette di scaricare nella giusta sequenza tutte le parti di file da megaupload e trovarlo corrotto al momento del suo utilizzo; l'ultimo livello è quello application, cioè quello che permette alle vostre applicazioni di darvi criptici messaggi di errore grazie all'inaffidabilità dei protocolli inferiori. Tutto questo non vi ricorda tanto il gioco del "telefono senza fili" che facevate all'asilo? Ecco, il risultato è più o meno lo stesso.

Congestione
Sicuramente chi di voi ha dovuto studiare queste robacce, ricorderà con estremo affetto le nottate insonni dedicate allo studio del sistema che il protocollo di trasporto TCP adotta per risolvere il problema della congestione del traffico. Ebbene volevamo rassicurare quelli di voi che hanno sperimentato le lunghe attese di fronte alla barra di caricamento delle pagine di Internet Explorer (BU!), che la congestione delle vie aeree del corpo umano viene attualmente trattata con altri metodi...

A proposito, vi facciamo notare che in tutti gli stack di rete ogni protocollo, ad ogni livello, è sostituibile da un'altro protocollo che abbia le stesse funzioni. Per esemplificare questo importante principio ingegneristico abbiamo realizzato due tortini in cui le funzionalità di trasporto di dati sono svolte dal prosciutto, nel primo (chiara metafora del protocollo UDP), e dalla rucola nel secondo (che simboleggia il protocollo TCP e il suo controllo della congestione). Secondo voi quale dei due assicura un throughput maggiore???

Ora che tutto è pronto infornate a 180° e aspettate qualche minuto per verificare di persona che se il livello inferiore non è abbastanza solido tutto lo stack va a ramengo.

In tavola

Dopo che con infiniti sforzi, tutti fallimentari, abbiate provato a separare i tortini dalla teglia cercando di mantenere una forma più o meno regolare, irrorate la massa informe di formaggio e verdure con la crema di aceto balsamico preparata all'inizio.

Guarnire il piatto, spruzzandoci sopra la crema di aceto come se doveste spegnere un incendio in cucina e la manichetta dei pompieri fosse impazzita, darà al piatto un aspetto molto più fine e professionale.

La musica

Visto l'argomento particolarmente NERD che pervade questo articolo non potevamo esimerci dall'allietare il consumo (indubbiamente traumatico) del tortino con una canzoncina a tema, che vi permetta di studiare i 7 livelli dello stack ISO/OSI e al tempo stesso aumenti la vostra autostima rivelandovi che per quando voi siate delle persone brutte (in ogni senso) c'è sempre qualcuno che è messo peggio di voi!

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Commenti, adulazioni ed insulti!

Dev'essere proprio un bel commento quello là sotto, lasciato così da solo.
FranS
FranS

Dopo aver letto il tutto (senza capire un solo concetto), non so perché, ma rimpiango Windows 3.11

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