Cena del pastore turco

In data odierna si celebra il cosiddetto “Everybody draw Mohammed day”, una giornata dedicata all'irriverenza religiosa in cui si esorta chiunque a disegnare una raffigurazione del profeta islamico Maometto e di metterla in mostra, come atto di sfida verso la censura religiosa ed espressione di libertà.

L'idea della giornata è nata su Internet (è incredibile come la grande rete dia sempre origine a fenomeni geniali ed utilissimi, vero?!) dopo la censura dei network televisivi di alcune puntate di “South Park” che ritraevano proprio Maometto. Oltre a questo, la giornata ha anche il compito più serio e grave di ricordare il brutale omicidio di Theo van Gogh dovuto all'esecuzione di una fatwa contro di lui.

Il nostro blog rappresenta di certo la libertà (di farsi del male in cucina) e quindi partecipa attivamente a questa giornata. Tuttavia, sia per evitare di essere violentemente sgozzati durante la nostra prossima visita ad Amsterdam, sia perché dopotutto non siamo disegnatori ma cuochi, rappresenteremo Maometto con una ricetta invece che in forma grafica.

Il messaggero di Allah, prima della rivelazione, era principalmente un semplice pastore arabo. Cosa di meglio quindi che preparare una leggera cena da pastore dai toni mediorientali? Qualsiasi cosa in effetti. Ma ormai è troppo tardi per cambiare idea...

Gli ingredienti (per due Mujaheddin)

Aniconismo
La religione islamica mantiene il precetto di “aniconismo”, ossia il divieto di creare immagini che rappresentino esseri umani. Il divieto è particolarmente più categorico nei confronti delle immagini di Allah e del suo profeta, Maometto.
Il libro sacro musulmano tuttavia, al-Qur’ān, non contiene esplicitamente tale precetto, ma mette soltanto in guarda dall'idolatria (come accade nella Bibbia). Sono invece gli Hadith, i racconti della vita di Maometto, che descrivono alcune scene che mostrano chiaramente il disprezzo del profeta per le raffigurazioni di animali o di persone.
L'interpretazione di questo atteggiamento è variabile all'interno delle diverse declinazioni della fede islamica.
Dato che nessuno padre della chiesa islamica fa menzione (chissà perchè!) dei video con uomini e/o animali, si capisce benissimo come youporn abbia avuto un grandissimo successo in quelle terre...

Come sicuramente avrete notato frequentando qualsiasi ristorante etnico, la cucina mediorientale (dal greco all'egiziano) si basa su due verdure fondamentali: il cetriolo ed il pomodoro. È proprio come se non avessero altro.

Per quanto riguarda l'insalata, useremo i seguenti ingredienti:

  • 2-3 pomodori maturi,
  • 1 cetriolo,
  • Un cespo di ravanelli,
  • 2 limoni,
  • Abbondante prezzemolo,
  • Olive nere,
  • Olio, aceto e sale.

Per avere almeno qualcosa di solido da addentare, prepareremo anche delle pite senza lievito:

  • 250 g di farina,
  • Sale, acqua ed olio.

Infine, per condire le pite, prepareremo una salsa Humus:

  • 250 g di ceci,
  • 1 spicchio d'aglio,
  • 1 limone,
  • Paprika dolce.

Da bere, una bevanda ultra-popolare in Turchia e non solo: l'Ayran.

  • 500 ml di yogurt bianco intero,
  • Sale ed acqua.

Preparare la pita

Vi sorprende che la pita sia un piatto così ricorrente? Forse no se considerate che sono facili da fare, generalmente buone (leggi: commestibili) e anche due cuochi imbelli come noi riescono a prepararle senza eccessivi problemi. Da notare anche che, casomai doveste dimenticarne una per troppo a lungo sul fuoco, la pita bruciata funge benissimo da frisbee per il divertimento post-pasto.

Si inizia sempre col gettare tutti gli ingredienti in un contenitore a casaccio.

In questo caso, visto che l'acqua è di difficile misurazione (solo perché non disponiamo di un misurino decente), conviene unire tutti gli ingredienti secchi e l'olio, per poi aggiungere mano a mano un po' d'acqua continuando a mescolare. Quando il risultato avrà l'aspetto di una palla coesa di farina non troppo appiccicosa, potete ritenervi soddisfatti del vostro operato.

Oltre agli ingredienti menzionati sopra, possiamo aggiungere qualsiasi altra spezia per dare un gusto particolare alle pite. Nel nostro caso, visto che siamo persone estremamente raffinate, abbiamo scelto del coriandolo (non si tratta di quelle cose che si tirano a Carnevale. O almeno non è una cosa comune. Vanno negli occhi, fidatevi...).

Siccome le pite in questione sono state preparate senza lievito, possiamo cominciare subito a lavorarle dopo aver fatto riposare per alcuni minuti l'impasto (non sappiamo se servano o meno, ma sicuramente servono a noi per aprire le bottiglie di birra).

Come consuetudine, estrapolate delle sfere di impasto grandi all'incirca come una pallina da ping-pong e stendetele in forma circolare sul tavolo, precedentemente cosparso di farina.

Come vedete il consumo di birra prosegue a ritmi serrati, per cui possiamo addirittura ricorrere all'uso di un matterello di fortuna!

L'impasto solitamente mantiene una certa propensione ad appiccicarsi al tavolo. Quando la pita sarà stesa e sottile sarà molto facile distruggerla tentando di sollevarla, per cui assicuratevi di girarla più volte nella farina.

Il taglio della mezzaluna.

Ricordatevi che stiamo celebrando una giornata speciale! Ogni pita è stata quindi riadattata per emulare la forma della mezzaluna islamica. Con successi altalenanti. Tra l'altro: spostare una pita dal tavolo alla teglia è difficile. Spostare una mezzaluna è un problema ingegneristico notevole.

Per concludere la preparazione, ponete semplicemente le pite su una teglia incandescente per pochi minuti, voltandole alcune volte e rimuovendole quando cominciano a scurirsi in superficie.

Preparare la Çoban Salatası

Turco
Da quanto detto qui a fianco, appare evidente dunque che Çoban significa “insalata” e Salatası significa “pastore”. Oppure il contrario, non ne siamo certi.

Una delle insalate più popolari in Turchia è proprio questo piatto che andremo a preparare: si tratta di una portata estiva molto leggera e rinfrescante. Il nome, Çoban Salatası, significa “insalata del pastore”. Proprio in virtù della professione di Maometto, prima che si dedicasse al messianesimo full-time, reputiamo questa insalata un piatto perfetto.

Come sempre, le verdure vanno pulite con approssimazione e mondate. I pomodori vanno tagliati in pezzettoni grandi, i cetrioli ed i ravanelli a fettine, la cipolla a striscioline.

Saverio esprime tutto il suo atavico disgusto per il cetriolo. C'è sicuramente qualche battuta fallica di dubbio gusto da fare, ma non ci viene in mente.

Mettete tutte le verdure tagliuzzate in un contenitore, lasciando da parte soltanto la cipolla ed il prezzemolo tritato (eventualmente anche i cetrioli). Questi ultimi ingredienti vanno messi in un contenitore separato e cosparsi di un po' di sale per fare in modo che rilascino l'acqua.

Insalata del pastore
Molti si sono domandati come una semplice insalata si possa essere elevata al ragno di insalata del pastore (anche voi non è vero?). La spiegazione è molto semplice: data la composizione dell'insalata, che in particolare prevede prezzemolo e cipolla fresca, la fiatella che ne deriva per chi se ne nutre è tale da costringere il mangiatore di insalata fetida a vivere isolato dalla società, in quanto non più ammesso al consorzio umano. Da qui la scelta di molti di prendere la via della pastorizia...
Aspettate un po', scolate il contenitore con cipolla e prezzemolo ed unite al resto.

A questo punto è il momento di condire il tutto: la procedura è estremamente semplice. Spremete due limoni ed aggiungete al succo così prodotto un po' d'olio, uno spruzzo di aceto di vino e soprattutto sale e pepe. Mescolate ed aggiungete all'insalata.

È così che si spreme un limone.

Preparare lo Humus

Veniamo al passo conclusivo della cena di oggi: il condimento per le pite. Ovviamente, alla frase “facciamo l'humus!” ci è venuta in mente una e soltanto una cosa.

Lorenz completamente immedesimato nella parte.

Superati gli iniziali momenti di confusione ed estratto il ricettario turco per accertarsi che il nome della salsa fosse veramente questo, passiamo alla realizzazione di questo meravigliosa pappina di ceci che si mangia in lungo ed in largo nelle zone attorno al Mediterraneo e non solo.

Il humus in buona sostanza è una salsa che solitamente viene servita come “meze”, ossia un antipastino che accompagna la pita (un po' come le tapas spagnole per certi versi). In più può fungere benissimo anche da contorno a piatti di carne. Anche come stucco non è del tutto da scartare.

Il primo passo è scolare i ceci (usate quelli pronti in confezione, altrimenti avreste dovuto tenere i ceci secchi a mollo in acqua per circa 24 ore) e buttarli in una pentola piena d'acqua salata. Fate bollire e teneteceli per circa 50 minuti.

Il tempo va misurato con spietata esattezza ricorrendo ad un timer da cucina nuovo di zecca. Fissare il topo del timer con gli occhi socchiusi non aiuta a far passare il tempo più velocemente.

Ora che i ceci sono morbidosi e totalmente scotti, scolateli e versateli nuovamente nella pentola. Secondo alcune leggende (platealmente false), i ceci sono meno indigesti (leggi: vi fanno essere delle persone migliori e più sopportabili il giorno dopo il consumo) se ne rimuovete la pellicina. Siccome si tratta di un lavoro immane e noioso, è quantomeno giusto che venga eseguito chi ha portato alla luce questa mirabolante leggenda.

Notate che i ceci, una volta cotti per 50 minuti, tendono ad essere lievemente bollenti. Soffrite liberamente.
Sesamo
C'è chi dice che al composto va aggiunta anche della pasta di sesamo, detta “tahina”, per rendere il tutto più morbido e delicato. Altri affermano che nessuna cuoca degna di questo nome ad Istanbul proverebbe a compiere questo atto riprovevole.
Non abbiamo idea di chi abbia ragione, ma visto che non avevamo traccia di pasta di sesamo a casa, la scelta è stata facile.

Schiacciate violentemente lo spicchio d'aglio e gettatelo assieme ai ceci. Spremete un limone ed aggiungete il succo. Salate lievemente e cominciate a frullare il tutto con pazienza. Se avete un robot da cucina è il momento di usarlo, se invece avete un frullatore ad immersione da 10€ preparatevi ad un procedimento lungo e doloroso.

Noterete che in un frullatore “ad immersione” di tale incredibile valore, l'unica parte che si immerge effettivamente è il cuoco nelle parti di cibo che volano in giro per la cucina.

Dopo un po' di fatica dovreste ottenere una pastina di colore marroncino chiaro. Se non è abbastanza pastoso, emulsionate il composto aggiungendo altra acqua.

Versate il tutto in un contenitore e, per decorazione, aggiungete un filo di olio nel quale avete disciolto un po' di paprika.

Preparare l'Ayran

Un vero pastore mediorientale non accompagna mai i pasti con dell'acqua. Prima di tutto perché l'acqua è banale ed un pastore mediorientale non è mai banale. In secondo luogo perché, anche se volesse, non la troverebbe. La soluzione adottata dai pastori, e poi esportata alla maggior parte della popolazione, è quella di consumare larghe quantità di una bevanda a base di yogurt, detta ayran.

L'ayran è talmente popolare che viene venduto dai venditori ambulanti di tutte le città turche invece (o assieme) alla Coca-Cola. È presente anche nel menù dei McDonald's locali. Di fronte a tanta anti-globalizzazione, possiamo solo chiederci... cosa c'è in questo meraviglioso drink?
Ebbene, è più facile di quello che si possa immaginare. Si tratta sostanzialmente di yogurt, acqua e sale.

Lo yogurt al naturale (assolutamente non zuccherato, per cui scartate prodotti come la crema Müller o simili, nonostante l'affascinante nome teutonico) va versato in un contenitore, aggiungendo dell'acqua per rendere il composto più liquido. Fate in modo che il risultato sia di una densità bevibile, ma che non sia neanche troppo diluito. Il risultato dovrebbe avere la densità e viscosità del classico yogurt da bere.

Cominciate a sbattere lo yogurt diluito osservandone attentamente le reazioni chimiche e fisiche.

Controllate la densità del liquido ed aggiungete del sale. Basatevi sulle vostre preferenze personali nel dosare il sale (se avete una capra a casa potete esagerare tranquillamente).

Il risultato dovrebbe essere lievemente schiumoso e sufficientemente liquido.

In tavola

Ecco a voi il risultato di tanto indaffararsi: insalata çoban, pita a mezzaluna, humus e del dissetante ayran. Decisamente un piatto adatto anche al peggior pastore turco.

Dopo aver addentato la pita e l'humus, capirete anche subito l'origine del modo di dire “bestemmiare come un turco”.

La musica

Segue uno splendido brano intitolato “Ya Muhammed” che — immaginiamo — tesse le lodi di Maometto, con tanto di coro di bambini. Se la canzone non è di vostro gradimento, potete almeno dare un'occhiata ad alcune foto di Istanbul, la Kaaba ed altri magici luoghi che ci ricordano Sinbad, intramezzate da transizioni terrificanti degne di Guerre Stellari.

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