Minimum Spanning Supplì

Anche oggi, Cooking by Dummies torna a celebrare un evento estremamente importante per informatici e teorici della matematica: il giorno natale di Edsger W. Dijkstra, geniaccio olandese che ha contribuito in maniera importante a campi della scienza che interessano meno dello 0.1 percentile della popolazione mondiale.

Tra i suoi raggiungimenti più alti, possiamo annoverare il celeberrimo algoritmo di Dijkstra (incubo di ogni studente d'informatica durante i primi anni), uno dei primi compilatori a supportare la ricorsione e l'invenzione dei “semafori” (prima di Dijkstra ci si schiantava regolarmente agli incroci in città).
Abbiamo perso metà del pubblico già al secondo paragrafo.

Quindi, posto che la vita di oggi non sarebbe mai stata la stessa senza il lavoro incommensurabile del nostro informatico preferito di Rotterdam, celebriamo il suo compleanno con una ricetta che prende spunto dalla struttura matematica del grafo e ne riprende l'indubbia eleganza formale.

Tra l'altro, pochi lo sanno (noi due e basta in realtà), ma Dijkstra andava ghiotto di questo cibo: i supplì di riso!

Ingredienti (per 16 supplì)

  • 500 gr riso superfino (Carnaroli o Arborio),
  • 400 ml circa di passata di pomodoro,
  • Del vino bianco di ottima qualità,
  • 3 uova,
  • 1 cipolla,
  • 2 mozzarelle,
  • Spezie (pepe, prezzemolo),
  • Brodo vegetale,
  • Olio per friggere a volontà,
  • Pane grattugiato.

Preparazione del riso

La ricetta di oggi si divide effettivamente in due fasi, separate da una lunga... lunga attesa. L'attesa sarà così lunga che se per puro caso doveste cominciare a cucinare verso l'ora di cena, riuscirete a mangiare circa per le 11 (poco prima dello svenimento per inedia).

La prima fase consiste nel realizzare un gustoso risotto di densità ed appicicantezza fuori dalla norma. Per iniziare dunque, prepariamo un soffritto di cipolla molto intenso. Quando la cipolla si sarà imbiondita, aggiungete il riso.

Potete procedere, come abbiamo fatto noi, misurando le quantità completamente a caso. Non è da escludere però che dovrete mangiare supplì per l'intero resto della settimana.

Una volta pronto il riso (prima della fase di carbonizzazione insomma), stemperate con abbondanti dosi di vino bianco.

Aggiungete il vostro vino bianco di ottima qualità a fuoco vivo.

Mescolate energicamente perché il riso tenderà ad attaccarsi molto velocemente alla pentola. Infine, aggiungete la passata di pomodoro e fate assorbire per alcuni minuti.

Semplicità
Simplicity is a great virtue but it requires hard work to achieve it and education to appreciate it. And to make matters worse: complexity sells better.
I like brodo granulare, by the way.
Edsger Dijkstra

Per concludere, ricoprite il riso d'acqua ed aggiungete il brodo granulare in polvere. Ovviamente sareste infinitamente più fighi se usaste del brodo fatto per bene, ma in quanto informatico scassone, Dijkstra non disdegnerebbe di certo queste scorciatoie molto pratiche.

Mescolate spesso e controllate premurosamente lo stato del riso. Nel caso falliste in questo semplice compito (ci capita frequentemente), grattate il riso bruciato dalle pareti della pentola usando il mestolo.

Ad un certo punto della sua esistenza, il riso avrà assorbito tutto il liquido e sarà diventato accettabilmente morbido e quindi pronto ad essere consumato. È in questa fase che dovrete mantecarlo aggiungendo qualche cubetto di burro e/o alcune scaglie di parmigiano. Controllate anche che il gusto e la sapidità sia di vostro gradimento. Nel caso non lo fosse, c'è rimasto poco da fare ormai.

Per concludere la prima fase, basterà prendere due uova, romperle e mescolarle, per poi aggiungerle al risotto.

Appena aggiunto l'uovo, mescolate vorticosamente il riso per evitare di fare l'effetto “riso cantonese”.

Parlavamo della lunga pausa che vi attende: in effetti, dovrete aspettare che il riso si sia completamente raffreddato. Purtroppo in questa occasione vi renderete conto che le capacità di dispersione termica di una pentola piena di riso fumante non sono molto soddisfacenti.

Come opzione potete stendere il riso su una teglia ampia, mettere il tutto fuori all'aperto, mettere il riso in un abbattitore termico (dove disponibile) oppure immergere la pentola in una specie di bagnomaria di acqua fredda come abbiamo fatto noi.

Nonostante i vostri accorgimenti e le tecniche avanzate adottate, ci vorrà del tempo perché il riso si raffreddi del tutto. Potete ovviamente sfruttarlo per ripassare le vostre conoscenze sui grafi e sugli algoritmi relativi. Si narra che Prim stesso amasse passare il tempo in questo modo.

In alternativa potete sempre darvi all'alcol e fissare l'orologio.

Dopo un paio d'ore potreste anche accorgervi del fatto che l'orologio è rotto.

Preparazione dei supplì

Ammesso che abbiate superato i momenti di attesa senza consumare le vostre altre scorte di cibo e quindi vanificando l'impegno di preparazione dei supplì, ora che il riso è freddo possiamo dedicarci alla realizzazione della pietanza.

Dovremo realizzare delle simpatiche palline di riso, riempite di mozzarella e ricoperte di pan grattato. A tal fine, prendete una piccola quantità di riso e schiacciatela in mano a formare un ovale. Mettete due pezzetti di mozzarella al centro del disco e coprite con dell'altro riso. Sfregate il tutto nelle mani fino a formare uno sferoide perfetto.

Molto presto dovreste accorgervi che 1) le vostre mani non saranno mai più quelle di prima, 2) realizzare una sfera perfetta è molto difficile.

Passate le sfere così realizzate all'altro cuoco che si occuperà di inumidirle nel composto ottenuto sbattendo un altro uovo e poi strisciandole nel pan grattato.

Continuate questa laboriosa occupazione finché non avrete finito il riso, il pan grattato, la mozzarella o semplicemente la pazienza.

Per concludere degnamente e rendere il tutto molto meno salutare, è necessario friggere gli sferoidi nell'olio. Mettete l'olio per frittura su fuoco alto.

Nell'attesa i cuochi più volenterosi potrebbero dedicarsi alla pulizia della cucina, che nel frattempo si sarà trasformata in un infernale grotta piena di amido ed altre sostanze sulla quale natura non volete investigare.

C'è un semplice modo per verificare che la temperatura dell'olio sia sufficiente a friggere i supplì: versateci alcune gocce d'acqua. Se l'effetto è quello di cospargervi violentemente di olio bollente da capo a piedi, allora sì, l'olio era effettivamente pronto per friggere (e ve lo potranno confermare nel reparto ustioni dell'ospedale).

Abbandonate le sfere nell'olio e ammirate le forme frattali che da esso vengono tracciate.

Appena raggiunta la doratura dello sferoide (che ne decreta il passaggio da “robo informe” a “supplì”), potete estrarli e depositarli rispettosamente su della carta assorbente.

In tavola

Filosofi
Come forse vi è noto, Dijkstra è anche l'autore del famigerato “problema dei filosofi a cena”, un problema ricorrente nella sincronizzazione per l'accesso alle risorse condivise. Nel caso dei filosofi: forchetta e coltello per mangiare.
Dijkstra, brillante teorico ma soprattutto acuto pragmatico, ha risolto questo problema nel modo più elegante possibile: semplicemente mangiando cibi che non richiedano l'uso delle posate. I nostri supplì ne sono un perfetto esempio.
Da qui la nostra candidatura al premio Turing. Votate, votate, votate!

Ripulite con attenzione i supplì dall'olio in eccesso. (Questo che lo renderà un piatto perfettamente dietetico!) Servite in tavola e gioite per la filamentosità della mozzarella.

Non possiamo neanche iniziare a descrivere quanto sia poco sano e quindi buono uno di questi supplì.

L'algoritmo di Dijkstra

L'algoritmo di Dijkstra, a dispetto dell'alone di mistero, mitologia e terrore che il nome evoca nelle schiere degli informatici di tutto il mondo, è piuttosto semplice.

Tutto parte dal fatto che il nostro amico Edsger era solito recarsi al bar con gli amici e bere fino allo stordimento. Una volta che il barile di birra giornaliero era stato ripulito a dovere, al nostro eroe si manifestava l'irrevocabile necessità di recarsi nel bagno più vicino e drenare i liquidi in eccesso... ma qui, ogni maledetta sera, sorgeva lo stesso problema: il bagno del bar era perennemente fuori uso, forse a causa del fatto che gli idraulici erano in ritardo allora proprio come lo sono oggi, ma tant'è.

Insomma, il nostro paladino dei grafi orientati in qualche modo doveva pur evacuare e, essendo un valente informatico, fisico, e più o meno esperto su qualsiasi campo compreso nello scibile umano, decise di trovare la soluzione migliore per farlo. Decise cioè di fare una mappa dei bagni pubblici intorno al suo bar preferito, assegnando ad ognuno un etichetta che ne rappresentasse la distanza dal bar stesso.

Capacità
The competent pub-goer is fully aware of the strictly limited size of his own bladder; therefore he approaches the peeing task in full humility, and among other things he avoids clever tricks like the plague.
Edsger Dijkstra

Perché gli servivano più bagni e non uno solo (quello più vicino) dite voi? Beh ma è chiaro! Avete presente quando vi esce e non sapete proprio come fare a tenerla? Ecco, immaginate di stare correndo verso il bagno più vicino, sognando già infinite distese d'acqua e cascate monumentali, quando trovate il bagno rotto. Dijkstra aveva pensato a questa ipotesi e ben conscio della limitata capacità della sua vescica, aveva deciso di stilare una lista di emergenza con tutti i bagni delle vicinanze!

Proprio sullo stimolo dei bisogni primari del nostro eroe nacque quello che inizialmente era conosciuto come “algoritmo del bagno di backup” (ribattezzato “di Dijkstra” solo con l'avvento di pappagalli ospedalieri portatili).

Essendo noi fan del metodo Stanislavskij, per capire a fondo l'algoritmo vi consigliamo di immedesimarvi nella stessa sistuazione del suo creatore. Per fare questo dovrete bere innumerevoli birre, almeno fino a che non sentirete un'incontrollabile bisogno di orinare. Posto che il nodo radice del nostro grafo è il bar stesso, il primo passo sarà quello di inizializzare le etichette degli altri bagni (o vertici) che ne rappresentano anche la distanza da noi. Nel nostro stato di uomini dalla vescica satolla, anche pochi metri ci sembreranno tantissimi perciò daremo a tutte le etichette il valore di infinito.

Immaginate di conoscere la distanza che separa ogni bagno, compreso quello in cui siete ora, da ogni altro lì intorno. Immaginate anche di selezionare quello più vicino e di dirigervici. Arrivati al bagno in questione, avrete verificato che effettivamente il bagno non era poi così lontano perciò ne aggiornate l'etichetta con la vera distanza dal bagno precedente e fatto questo vi accorgerete che anche questo bagno è rotto, o almeno questo è quello che capitava sempre al nostro preferito vincitore del premio Turing.

Da quel bagno ripartite verso quello più vicino, non considerando quelli che avete già visitato (sapete già che sono rotti!) e spostandovi sempre verso il bagno più vicino rispetto a quello del bar da cui siete partiti. Aggiornando ogni volta l'etichetta del bagno in cui arrivate.

Facile no? Questa è più o meno la verità, ma se volete arrivare ad avere una comprensione approfondita dell'argomento potete consultare lo pseudo-codice qua sotto.

In alternativa, se preferita una spiegazione grafica (ma non ne capiamo il motivo, visto che il codice è perfettamente comprensibile), ecco una animazione che mostra l'albero dei percorsi minimi su un grafo composto dai supplì appena preparati, tratto dalle lezioni alle quali il ghiotto Dijkstra quotidianamente sottoponeva i suoi poveri studenti.

La musica

Ma non finisce qui! I grafi sembrano inutili accozzaglie di cose (di supplì in questo caso), ma in realtà hanno un'utilità fondamentale in matematica ed informatica. In alcuni casi possono essere anche applicati ad ambiti “altri”, come ad esempio la musica. Di seguito ascolterete un programma che genera della musica seguendo le informazioni modellate in un grafo:

Consci dell'avervi nuovamente trasmesso delle conoscenze che sicuramente vi torneranno utili nella vita di tutti i giorni, vi salutiamo e facciamo di nuovo gli auguri al caro Edsger (chiedendo anche umilmente scusa per lo scempio del suo capolavoro). Per perpetrare il suo immortale contributo all'informatica e farvi capire quanto egli sia sempre nei nostri cuori, concludiamo con una delle sue citazioni migliori:

I mean, if 10 years from now, when you are doing something quick and dirty, you suddenly visualize that I am looking over your shoulders and say to yourself ‘Dijkstra would not have liked this’, well, that would be enough immortality for me.

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Commenti, adulazioni ed insulti!

Ci sono 6 commenti. Festeggeremo moderatamente.
monetina
monetina

Io proporrei una panatura decisamente più croccante:
uovo -> farina -> uovo -> pangrattato
… provare per credere! ^__^

Ad ogni modo complimenti per il blog, l’informatica e la cucina sono un connubio perfetto!

Sembra intenso! :) Ci proveremo sicuramente quando i nostri organismi saranno nuovamente pronti ad una nuova cena a base di roba fritta.

Grazie mille. ;)

monetina
monetina

Sono sicura che rimarrete soddisfatti! Aspetto i commenti dopo la prova ^__^

FranS
FranS

Non potendo commentare tecnicamente, mi limiterò a narrare il seguente succulento aneddoto.

L’invenzione dei supplì nacque grazie ad un tale che, dovendo friggere delle crocchette di patate, si trovò a corto delle suddette. Per ovviare al problema scelse di utilizzare il riso. Il risultato ottenuto piacque così tanto che gli si volle dare un nome, derivante appunto dal fatto che il riso SUPPLÌ alla mancanza delle patate. ;-)

In conclusione mi auguro che, a fronte di quanto detto, abbiate abbastanza riso.

aledott
aledott

Incredibile! ho letto la ricetta alle sette del mattino e adesso ho voglia di supplì!
maledetti…

Gianluca Zucchini
Gianluca Zucchini

Mi sembrano ottimi! Ma se li ordino online mi arrivano a casa congelati?

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