Spaghetti asiatici senza pantaloni

Purtroppo a causa del recente disastro atomico alla centrale Dai-ichi di Fukushima, si è sentito molto parlare di dosi di radiazioni, irradiamento e dei relativi effetti negativi. In questi discorsi si utilizza spesso l'unità di misura del sievert (Sv), che in sostanza misura gli effetti che delle radiazioni ionizzanti hanno su un organismo vivente.

Le dosi radioattive più comuni alle quali siamo sottoposti si misurano solitamente in μSv (microsievert). Ciò che non sempre è noto è che un fondo di radiazione è presente bene o male in qualsiasi ambiente e che quindi giornalmente siamo sottoposti ad una dose più o meno preoccupante di radiazioni ionizzanti.

I vari dosaggi, con diversi esempi dalla vita comune, vengono descritti piuttosto bene da questo grafico di xkcd. Come vedete, già mangiare una banana vi sottopone ad una dose di 0.1 μSv circa, per non parlare di un viaggio in aereo. Considerate quindi quanto può essere pericoloso essere in nostra prossimità quando cuciniamo o addirittura consumare un pasto preparato da noi in volo. Rabbrividiamo.

Visto che oggi è il compleanno del nostro amicone Rolf Maximilian Sievert, dal quale l'unità di misura di cui sopra ha tratto il nome, abbiamo pensato di ricordarlo ispirandoci un po' al Giappone (con chiari intenti umanitari) e realizzare dunque una semplice pasta dai toni molto asiatici.

Gambe
Per decidersi di realizzare delle imbarazzanti foto in mutande, sono sostanzialmente possibili due motivazioni di fondo:
  • Avere della gambe molto belle,
  • Essere totalmente sprovvisti di pudore e senso del decoro.
A voi decidere in quale delle due categorie cadiamo.

Ma per fare l'en plein, abbiamo deciso di celebrare anche il “No Pants Day”, una giornata in cui si fa ciò che si fa di solito, ma senza indossare i pantaloni. Tanto per non prendere troppo sul serio la vita (non che ce ne fosse bisogno nel nostro caso). Preparate dunque il vostro stomaco non tanto per la ricetta (già di per sé piuttosto terribile), quanto invece alla apocalittica visione dei vostri due beniamini sprovvisti di pantaloni! Seguono foto pelose ed imbarazzanti del vostro No Pants Team:

Bello vedere una foto e sapere da subito che “sì, un giorno me ne vergognerò!”

Gli ingredienti (per due persone)

  • 200 gr circa di pasta di riso,
  • 1 broccolo,
  • 1 peperone rosso,
  • Alcuni pomodorini,
  • 4 funghi champignon,
  • Una scatoletta di germogli di soia,
  • Aglio, zenzero e coriandolo,
  • Salsa di soia in abbondanza,
  • Fecola di patate.
Ecco l'essenziale. L'avocado si è intrufolato nella foto senza alcun reale motivo.

In aggiunta agli ingredienti elencati, potreste anche decidere (sbagliando) di aggiungere delle alghe da cucina (che trovate in qualsiasi negozietto alternativ-biologico). Non fatelo per motivi che spiegheremo più avanti. D'altra parte l'avocado effettivamente può essere aggiunto alla ricetta senza problemi (se non per il fatto che successivamente sporgerà denuncia).

Dietologi
Ora... a noi queste fantomatiche uscite sulla bontà di alcune diete non ci convincono del tutto. In effetti siamo sicuri che nel giro di qualche mese sia possibile trovare articoli che dicono l'esatto contrario sugli effetti dei medesimi ingredienti.
Fate come vi pare e vedrete che sarete sicuramente più felici (e molto più rubicondi con ogni probabilità).

Ma oltre al fatto che si tratta evidentemente di ingredienti dal tono asiatico e che vengono abitualmente utilizzati in tutte le ricette di Giappone e dintorni, ci sono altre ragioni per scegliere questi elementi in particolare: si tratta, a quanto pare, di ingredienti che proteggono dalle radiazioni.

La preparazione

Visto il notevole contenuto in verdure di vario genere, è necessario come sempre prima lavarle, mondarle e poi tagliarle in piccoli pezzi. È importante farlo in due ed in mutande per dare luogo a situazioni incredibilmente equivoche:

La presenza di carote sui boxer di Saverio è sicuramente di buon auspicio.

Preparate peperoni, broccoli, funghi e pomodorini come usuale. Dopodiché togliete la buccia allo zenzero con un normale pelapatate (avrà un aspetto identico a quello di una patata) e tagliatelo come più vi aggrada. Se vi piace il gusto aggressivo dello zenzero tagliate dei bei pezzetoni, altrimenti... cosa l'avete comprato a fare? Non vi rimane altro che studiare il comportamento del gatto dei vicini quando gli rifilerete dei pezzi di zenzero nella pappa.

Le verdure più dure (il broccolo ed il peperone) vanno lessate: buttateli in una pentola di acqua bollente.

In questa fase potreste essere tentati (per soddisfare il vostro recondito e sbagliato desiderio di “voglio preparare un piatto veramente asiatico al massimo”) di aggiungere anche delle alghe al piatto. Orbene, non fatelo per nessun motivo.
Sostanzialmente, le alghe emanano una estremissima puzza di pesce e/o di mare. Se vi piace il gusto e non vedete l'ora di aggiungere questo ingrediente al composto, pentitevi, vergognatevi e tornate a mangiare alici e tonni morti in un angoletto della stanza. Altrimenti, lasciatevi convincere del fatto che non ne vale la pena e saltate questo passo.

Alghe
In tutta onestà, nonostante l'odore di certo non invitante, le alghe vantano alcune proprietà decisamente interessanti dal punto di vista nutrizionale e, se preparate da cuochi meno inetti di noi, possono risultare anche vagamente meno ripugnanti.
Per iniziare, vi consigliamo di aggiungere dell'aceto all'acqua in cui lessate le alghe in modo da stemperarne l'odore di pesce andato a male.

Purtroppo questa conoscenza approfondita sul disgusto causato dalle alghe si è manifestata soltanto dopo che Lorenz aveva già irrimediabilmente contaminato l'acqua bollente con le foglie rinsecchite delle appestanti piante subacquee.

Quando le verdure sono sufficientemente lessate (ma non del tutto cotte), scolatele dall'acqua. Nel frattempo preparate un soffritto con dell'aglio e lo zenzero in una padella, quindi aggiungete le verdure lesse e le altre verdure (funghi, germogli di soia e pomodorini).

Irrorate con abbondante salsa di soia (due cucchiaioni vanno benissimo). Saverio è talmente innamorato del gusto di questa salsa che la usa anche come dopobarba (con discutibili risultati).

Fate cuocere agitando sul fuoco il composto di verdure. Mentre aspettate che la salsa di soia venga assorbita, mettete a bollire l'acqua per la pasta. Per addensare il sugo delle verdure aggiungete un paio di cucchiai di fecola e mescolate bene.

Questa foto ha come unico scopo quello di farvi capire dove teniamo l'accendino in cucina.

Preparate la pasta di riso come solito: buttatela nell'acqua salta bollente, lasciatecela per una decina di minuti mescolando, dimenticatevene, ricordatevene quand'è mostruosamente scotta, disperatevi, preparati a scolarla e districare l'appiccicoso risultato.

I guanti da cucina in “pixel art” vi permetteranno al tempo stesso di essere molto trendy in cucina e di fallire miseramente nel tenere saldamente in mano la pentola.

Versate la pasta scolata nella padella delle verdure e fate saltare allegramente su fuoco vivo.

Al più tardi ora dovreste rendervi conto che aggiungere le alghe al sugo è stata un'idea profondamente sbagliata. Cominciate quindi a cercare di correggere la cosa ripescando le alghe dal composto, con scarsi risultati e quindi con crescente sconforto.

Servite il risultato e abbinate con una fresca birra giapponese come la Asahi. Fa sempre bene. Specie le ultime forniture pare che siano di una bontà “raggiante”.

Per evitare inutili preoccupazioni, non avvicinate un contatore Geiger né alla pasta, né alla birra.

La musica

Tutto questo parlare di radioattività, oltre che ricordarci di doverci assolutamente dedicare a tempo perso alla costruzione di un bunker anti-radioattivo sotto al nostro quartier generale di Urbino, ci ha spinto a scegliere la bellissima “Radioactive Toy” dei Porcupine Tree (i.e. la band preferita di Lorenz) come pezzo musicale da abbinare alla ricetta di oggi.

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Commenti, adulazioni ed insulti!

Un commento. Probabilmente dalla madre di uno dei due autori.
fefio
fefio

Preferisco seguirvi per TUTTO il resto dell’anno (i giorni denominati “yes, it’s better with the pants days”).

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