Pasticcio reale alla Guinness

Pasticcio reale alla Guinness

Oggi è una giornata molto importante. Non solo perché evidentemente abbiamo appena pubblicato una nuova, epica, ricetta (già questo sarebbe sufficiente). Ma anche perché il 29 Aprile è il giorno di un matrimonio molto importante (siamo sicuri che Studio Aperto ve lo abbia fatto notare con i suoi interminabili servizi in merito)! Il matrimonio tra il nobilissimo William Arthur Philip Louis Mountbatten-Windsor (scusate se è poco), crema dell’aristocrazia britannica e augusto secondo successore al trono dell’ex-impero, con tale Kate Middleton, plebea dalle umili origini che andrà quindi ad ascendere ad un ruolo invidiabilissimo in una delle più importanti casate dal sangue blu.

A questo proposito, vi siete mai chiesti che casino deve succedere quando un membro di una casa reale va a donare sangue alla locale sede dell’Avis? Ma soprattutto, perché hanno scelto questa strana data per il loro matrimonio (un venerdì!) che ancor più stranamente coincide col giorno in cui si sposarono, e si suicidarono, Hitler e la sua Eva Braun? Cospirazioni internazionali? Segreti massonici? Lo zampino di alieni interdimensionali? La seconda venuta di Cristo? Siamo certi che si tratti di questo!

Troverete gli economici talismani ed amuleti per proteggervi dalle macchinazioni del nuovo ordine mondiale nel nostro shop online di prossima attivazione: Shopping by Dummies.

Nel frattempo, vi invitiamo a leggere la nostra nobilissima ricetta che vi riproporrà, in versione vegetariana per ordini della Corona, un classico della cucina britannica: una pie, che si può rendere in italiano come “pasticcio” (vedrete presto il perché di questa definizione).

Gli ingredienti (per una pie)

Solo ingredienti di aristocratica provenienza, come il porro.

Per fare da base e contenitore al pasticcio, si farà uso di una palletta di pasta frolla dalla burrosissima ed untissima composizione. Da una parte questo è per rispecchiare l’amore tutto britannico per il burro, dall’altra perché le abnormi quantità di burro fungeranno da isolante idrorepellente che permetterà al riempimento di non inzuppare il fondo della pie.

  • 125 g di farina,
  • Un pizzico di sale,
  • 55 g di burro,
  • Qualche cucchiaio d’acqua.
Londra
La capitale Inglese viene spesso indicata come centro assoluto di stile, modernità e classe. Ebbene, pensiamo che basti suggerirvi che uno dei “piatti classici” della vecchia Londra è proprio una schifosa eel pie a base di anguilla per farvi cambiare idea.

Per quanto riguarda invece il riempimento, ovviamente di ricette ne esistono almeno tante quante sono le nonne inglesi, per cui qui presenteremo una variante a base di verdure e Guinness:

  • Della nerissima Guinness (in lattina),
  • 2 patate,
  • 1 porro,
  • Mezza cipolla dorata,
  • 1 broccoletto,
  • 4 champignon,
  • 1 pomodoro,
  • Un formaggio duro in scaglie (preferibilmente dell’inglesissimo Cheddar, ma in alternativa anche del Parmigiano).

In più vi servirà della pasta sfoglia per la chiusura della pie che, essendo di difficilissima realizzazione, viene comprata già pronta prodotta dalla Buitoni (nota casa produttrice del Sussex).

La pasta

Un matrimonio reale (a differenza di uno immaginario) è sempre un’ottima occasione per grandi dimostrazioni di sfarzo, complicati rituali dettati dall’etichetta regale e luculliani doni ai novelli sposi.

Carrozze
Visto il tema del matrimonio reale, avevamo originariamente optato per una mozzarella in carrozza come ricetta da proporvi. Purtroppo, Kate sarà la prima a rompere una lunga tradizione, non viaggiando in carrozza fino all’abbazia di Westminster ma bensì in una normalissima (quasi banale) limousine.
Vedete quindi che le allergie ai cavalli ed i capricci dei (futuri) reali possono influenzare addirittura questo blog e dunque le sorti del mondo.

Nel nostro caso è un’ottima occasione per mettere nuovamente in mostra la nostra incapacità in cucina. Quindi, senza ulteriori indugi, ci dedicheremo alla produzione della pasta frolla. Fortunatamente dobbiamo soltanto soddisfare i bassi standard gastronomici inglesi…

Mettete farina, burro ed un pizzico di sale in un contenitore.

Il burro, opportunamente tagliato in cubetti, va sfregato contro la farina in modo da formare un composto quanto più possibile omogeneo. Continuate a sfregare fino ad avere della secchissima farina estremamente unta tra le mani.

Bagnate le mani a più riprese per aggiungere acqua e continuate a lavorare la farina in una palletta. La pasta risultante non dovrebbe essere troppo umida.

La risultante palla di burro.

Avvolgete la palla in carta forno o pellicola e mettete in frigo per una decina di minuti. Cercate di recuperare l’uso delle mani utilizzando un detersivo dall’incommensurabile potere sgrassante.

Il riempimento

Mentre abbandoniamo la pasta frolla in frigo, dove verrà inevitabilmente assaltata e resa gustosa dalle muffe residenti, ci dedichiamo alla produzione del riempimento. Come per tutte le cose buone, si inizia da un soffritto di cipolla.

Aggiungiamo l’aristocratico porro tagliato a fette.

Mentre il soffritto soffrigge, prepariamo dell’acqua salata bollente e aggiungiamo le verdure di più lunga cottura: prima le patate e poi i broccoli opportunamente lavati e tagliati.

La presenza delle patate nella pie sta ovviamente a simboleggiare l’importanza di tale ingrediente nella cultura e nella storia gastronomica delle isole britanniche, fortemente dipendenti da tale nutriente tubero.

Ricordatevi di scolare le verdure prima che diventino una pappina informe.

Torniamo al soffritto che nel frattempo sarà probabilmente attaccato alla pentola come un granatiere britannico lo è al suo copricapo. Tagliate a fette sottili i funghi e aggiungeteli, assieme alle altre verdure lesse e scolate.

Aggiungete anche i pomodori tagliati a cubetti e varie spezie.

Come consigliato da ogni manuale gastronomico approvato dalla casata Windsor, il modo semplice ed indolore per insaporire una cosa è gettarci dentro un dado, che vi assicura anche di assumere la vostra dose quotidiana di glutammato di sodio che fa sempre bene. Guardate che bel ometto è diventato William a forza di glutammato!

Potete aggiungere anche varie spezie a piacimento: nel nostro caso del rosmarino e della salvia (delle spezie che francamente non c’entrano proprio nulla con la fredda terra d’Albione). Tanto per continuare con gli ingredienti che non c’entrano nulla, è il momento di irrorare tutto con una robusta dose di birra (molto regale).

Siccome il matrimonio di William e Kate entrerà con ogni probabilità nel Guinness dei primati, è ovvio che la birra da utilizzare è proprio la più famosa stout porter di tutti i tempi. La presenza di un ingrediente irlandese va a rimarcare la primigenia sottomissione alla corona britannica che sarebbe dovuta da parte del paese di Joyce ed i suoi compagni folletti.

In Harry we Trust
Il fratello discolo dello sposo non è certo famoso per la sua pacata saggezza ma bensì per i colpi di testa e le numerose ubriacature moleste che hanno messo la corona inglese in imbarazzo per più di una volta...
Ebbene noi e speriamo che anche questa volta il principino faccia del suo meglio e che porti scompiglio in qualche modo nel lungo cerimoniale delle nozze del fratello.
C’è anche un gruppo Facebook a tale proposito, che gli autori di questo blog si crucciano di non aver creato. In ogni caso: Harry facci sognare!
Guinness makes you strong (but also not).

Sarà sufficiente mezza lattina di birra, a seconda dei vostri desideri alcoolici. Il resto servirà a voi per passare il tempo. Fate bollire finché la maggior parte dei liquidi saranno assorbiti o evaporati.

Il pasticcio

Siamo finalmente pronti a completare l’opera. Estraete la palla di pasta frolla dal frigo e mettetela su un ripiano. Notate come questa si spataccherà sulla superficie, enorme e frammentata proprio come i resti del glorioso impero britannico.

Ora si tratta di spianare delicatamente la pasta frolla in modo da realizzare un disco fine e coeso.

La verà nobiltà inglese utilizza sempre e solo una bottiglia di ottimo vino siciliano come matterello!

Adagiate ora il disco nella vostra forma per la pie. Idealmente questa forma sarà un qualsiasi contenitore di ceramica, terracotta o simile. Una pirofila circolare, anche di vetro, andrà ugualmente bene. Solamente nel caso foste dei decaduti aristocratici normanni, ormai poveri in canna e sprovvisti dei mezzi di sostentamento più primari, ricorrereste ad una specie di fruttiera metallica come nel nostro caso.

Orde di cuochi inglesi stanno trattenendo il fiato per l’orrore, ma dissimulano il disgusto per il nostro poco rispetto grazie al loro classico aplomb molto british.

Ammesso che finalmente il riempimento della pie sia diventato sufficientemente asciutto da poter essere riversato nel contenitore, cominciate a riempire a cucchiaiate.

Doveste avere un buco nella base di pasta frolla in questa fase, questo avrà sicuramente delle conseguenze importanti per il vostro forno.

Per dare un tocco interessante (o per correggere il fatto che il composto prodotto è totalmente insipido) si consiglia di aggiungere delle scaglie di formaggio. Per rimanere british quel tanto che si conviene, usate delle scaglie di Cheddar (un formaggio il cui unico uso può essere quello di essere sciolto sugli hamburger o qualcosa di similmente ignobile).

A questo punto la pie è pronta per la cottura (dopo la quale albergherà nel vostro stomaco per circa un mese e nei vostri peggiori incubi per sempre). Per chiuderla, tagliate un disco di pasta sfoglia delle dimensioni del pasticcio con la stessa precisione ed abilità di Giotto.

Con la metodicità dei carpentieri reali, apponete delicatamente il coperchio sul contenitore.
Assicuratevi che i bordi siano ben sigillati facendo appiccicare le due paste. Vi conviene bagnare le dita d’acqua o di Super-Attak per semplificarvi la vita.

Una volta chiuso soddisfacentemente (la chiusura stagna è assolutamente imprescindibile), infornate nel forno che sicuramente avrete da un pezzo preriscaldato a 200°C.

“Off you go!” frase anche attribuita a Filippo, duca d’Edimburgo, mentre caccia a pedate i consorti principeschi da Buckingam Palace.

La verità sul matrimonio e sull’universo

Dopo lunghe nottate insonni passate in biblioteche polverose (leggi: 2 minuti + google + birra) abbiamo scoperto il vero significato celato dietro l’espressione “matrimonio reale” tanto abusata in questi giorni.

Come sapete massonerie, logge e associazioni per ricconi varie si basano su una forte numerologia, mentre noi italiani non possiamo prescindere dall’analizzare la cosa sotto un profilo più goliardico. Affidiamoci quindi alla Smorfia napoletana secondo sui il numero che equivale al matrimonio di Kate e William sarebbe costituito dal perfetto equilibrio fra: il matrimonio (le nozze = 28) d’amore (22) ma anche di interesse (8), che sicuramente sarà felice (17) e che è celebrato nella cattedrale di Londra e perciò religioso (59), nonché — come non potrebbe essere diversamente in Inghilterra? — elegante (55).

Ora il perfetto equilibrio che dicevamo si raggiunge solo con la media fra queste componenti:
(28 + 22 + 8 + 17 + 59 + 55) / 6 = 31.5
Orbene, recenti studi alla mano sembra che proprio 31.5 cada nell’insieme dei pochi fortunati numeri reali! A qui tutto torna! Capito??? 31.5 è il matrimonio reale!!1!1!

Ma i vostri prodi non si sono certo fermati qui! Abbiamo continuato ad indagare e abbiamo scoperto che moltiplicando 31.5 per il numero dei 1900 invitati al matrimonio abbiamo
31.5 × 1900 = 59850
numero senza apparente significato ma che, se diviso per la somma del giorno, mese e anno di fondazione della Gran Loggia massonica di Londra (e cioè nel 24 giugno del 1717) e moltiplicato per 10 troncando alla prima cifra decimale, diventa circa:
(59850 / (24 + 6 + 1717)) * 10 = 293
che sottratto alla data attuale (2011) è
2011 - 293 = 1718
cioè un anno di differenza dalla data di fondazione della Loggia di cui sopra (1717).

Capite? Un solo anno! Uno?!

Non c’è bisogno di ricordare che secondo le filosofie antiche l’Uno era considerato come sinonimo di assoluto e completezza. Tant’è che veniva raffigurato con un cerchio figura che rimanda al completarsi di un ciclo o al compiersi di qualcosa…

E cosa deve accadere fra precisamente un anno secondo il calendario Maya? Nel 2012?
Esatto: la fine del mondo dopo che la vecchia era si è effettivamente compiuta. Chiaro? TUTTO TORNA!

Ora per piacere non ditelo a nessuno, ok?

In tavola

Controllate di tanto in tanto il grado di cottura. Dopo circa mezz’oretta (con un forno sgangerato ed un po’ titubante come il nostro) la crosta della sfoglia dovrebbe essere perfettamente dorata ed il contenuto avrà raggiunto delle temperature pari solo al magma, che rendono la pie effettivamente immangiabile (più di quanto non lo faccia già il gusto).

Stemmi
Come è noto, la bella Kate non appartiene ad una famiglia nobile. Tuttavia non è necessario far parte dell’aristocrazia per poter sfoggiare un blasone od uno stemma di famiglia. Tant’è vero che gli araldi britannici ne hanno inventato uno di sana pianta a pochi giorni dal fatidico matrimonio (ci saremmo aspettati anche degli elementi moderni, tipo “iPhone su campo partito rosso e verde”).
Per rafforzare questa affermazione possiamo inoltre fare l’esempio di Lorenz, uno degli esseri umani in assoluto meno nobili a calpestare questa terra, che può vantare uno stemma di famiglia nonostante la sua burinaggine: lo stemma è ovviamente occupato in larga parta da una pianta verde, indice del fatto che il vegetarismo è una malattia che si tramanda di generazione in generazione.

Estraete il pasticcio e portatelo in tavola con grande fanfara reale ed cantando l’inno del Commonwealth a squarciagola.

Qui vediamo, in un dipinto dell’epoca, il nobile re normanno Klopfenstulf che serve un pasticcio d’incoraggiamento alle sue truppe poco prima della battaglia di Hastings. Uno scontro che marca l’inizio dell’invasione normanna e l’introduzione delle finezze d’origine francese nella cucina delle corti inglesi.

Potreste avere l’ardore di estrarre la pie dal suo contenitore per poi servirla su di un piatto. In realtà questa idea è sbagliata e può solo avere conseguenze negative, siccome raramente la pasta frolla diventa sufficientemente resistente per reggere tutto il contenuto a base di broccoli (come biasimarla). Vi conviene fare come gli inglesi e mangiare il pasticcio direttamente dal suo contenitore. La cosa vi verrà molto più facile nel caso non abbiate usato un contenitore orrendo come il nostro.

Tagliate via una parte del coperchio e gustatelo assieme al succoso contenuto.

Annaffiate con una fresca ale inglese e ricordatevi di seguire con interesse gli sviluppi del fastoso ed ultra-esclusivo matrimonio reale mentre consumate il lauto pasto!

Il matrimonio reale

Se effettivamente doveste seguire il matrimonio in TV, vi accorgerete in realtà che si tratta di una cerimonia piuttosto noiosa con partecipanti pescati in malo modo dalla casta nobiliare inglese e non solo. Il fatto che la maggior parte delle famiglie aristocratiche siano il prodotto di anni di incesti, sicuramente non aiuta le doti intellettuali dei loro membri, altro motivo per cui il matrimonio di Kate e William potrebbe risultare più grottesco che altro.

Doveste essere terribilmente annoiati dal lungo procedere di rituali e formalità, vi consigliamo di guardare come il matrimonio sarebbe dovuto svolgersi in realtà secondo noi:

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