The day after fonduta

Ovvero di come Lorenz, galvanizzato dall'aver scoperto che le caramelle Ricola provengono dalla sua terra natale, decise di produrre la fonduta in quantità tali che gli sventurati autori furono costretti a mangiarne per più di un lustro.

Questa che vi andiamo a mostrare non è propriamente una ricetta ma piuttosto una dimostrazione di come gli accordi di Schengen, e più in generale l'apertura delle frontiere per quelli che provengono dai monti fatti di cioccolato ed emmental, non sono sempre una buona cosa.
Tali individui dopo essersi mescolati alle altre persone (che per comodità chiameremo "quelli normali") cercano in ogni modo di dar libero sfogo alla loro cattiveria, finora inevitabilmente repressa in patria, e lo fanno accanendosi su quelli cui sono più prossimi, ad esempio i loro coinquilini, tanto per dire...

Ma attenzione qui non si sta parlando di torture medievali, clamorose o eclatanti, bensì di qualcosa di più subdolo, cattivo e, in fin dei conti, peggiore.

Qui si parla degli avanzi della fonduta.

Ingredienti

  • Residui di una fonduta passata,
  • Pane a fette,
  • Vari sottaceti: olive, cipolline, capperi...

Come detto, la base di partenza di questa perniciosa pietanza sono i resti di una fonduta preparata solitamente il giorno prima. La tradizione vuole che, dopo averla consumata a sazietà ed aver spento il fornelletto che ne assicurava lo stato liquido (o bruciato), il composto giallognolo si solidifichi in una forma non dissimile da quella di un frisbee (per consistenza e gusto).

La fonduta del giorno prima, nella sua forma di dorato disco gommoso.

La preparazione

Lorenz
Questo piatto in Svizzera si chiama “Chässchnitte”. Un nome minaccioso che ben rispecchia i pericoli della pietanza.

L'idea nella testa del losco elvetico è solitamente quella di replicare l'esperienza del precedente giorno (in quanto a pesantezza). Si procede quindi a tagliuzzare il disco formaggioso in dei blocchetti di varie dimensioni ed a disporle su delle fette di pane.

Il fatto che gli ingredienti siano sempre gli stessi (seppur disposti in altro modo), mette in risalto la mancanza di fantasia del popolo alpino.

L'italica vittima, ancora del tutto ignara, travestita con la parrucca di Little Tony.

Una volta che l'insidioso disco di formaggio stantio è stato tagliuzzato in forma di poligoni quadridimensionali, è necessario scaldare il tutto in un forno elettrico simile a quello in foto.

Nel compiere questa delicatissima operazione è assolutamente necessario seguire queste semplici indicazioni:

  • A meno che il forno non sia usa e getta è bene foderarlo di fogli di alluminio (potete usare anche l'eternit, questo non farà variare la tossicità del piatto).
  • Se, una volta che il forno è stato acceso, vedete dei lampi blu (o verdi) all'interno, la spiegazione più plausibile è che abbiate scambiato il piatto contenente la spoglie dell'alieno ritrovate nel campo di fronte casa vostra durante l'ultimo week-end, con quello del formaggio. In questo caso, essendo questo un blog che si occupa prevalentemente di cucina terrestre, non troverete qui quello che state cercando. Per delle ricette che coinvolgano abitanti di altri sistemi solari vi consigliamo di dare un'occhiata qui.
  • Riguardo al formaggio riscaldato più volte, vale ancora l'antica massima di Lavoisier: “Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma”. Questo non vuol dire che si trasformi in qualcosa di buono...
Toccare il metallo del fornelletto non è quasi mai una buona idea.
Per visualizzare correttamente l'immagine è necessario indossare degli occhialini 3D.

Lo sappiamo, sembra un idiozia, ma questa roba qua è veramente buona!

In ogni caso, prima di accingersi a mangiare il composto, oramai riscaldato, è consigliabile stilare una lista di cose da fare prima di lasciare il mondo terreno in almeno 10 punti, e cercare di completarli tutti prima che il formaggio si raffreddi nuovamente. Solo successivamente consigliamo di iniziare il pasto.

Abbiamo detto buona, non sana...

Il pasto

Una volta salutati i vostri parenti più stretti potrete accingervi al pasto.

Come brillantemente esposto nell'ultimo best seller di Ronald McDonald, il buon cuoco sa che ogni piatto deve essere accompagnato da sottaceti e robe dal gusto altrettanto marcato, in modo tale da distrarre colui che mangia da eventuali storture nella ricetta. Vi esortiamo a seguire queste indicazioni per questa e le altre ricette presenti nel blog.

Attenzione!
L'immagine ha il solo scopo di presentare il prodotto. E di intimorirvi.
Come evidente dall'immagine, la singolarità formatasi all'interno della nebulosa XK5-6 tende ad attrarre anche i pianeti originari delle galassie circostanti. Soprattutto quelli a forma di cappero.

Ecco qua! Ora che avete mangiato, il vostro corpo e la vostra anima dovrebbero essere pervasi di un benessere non del tutto naturale. Se così non dovesse essere potrete inoltrarci i vostri reclami all'indirizzo lebigchef@cookingbydummies.com inviandoci, debitamente compilato in ogni sua parte, il modulo apposito.

La soddisfazione del cliente è il nostro vero obiettivo!

La musica

Per questa ricetta, il nostro esperto musicale vi propone una canzone di Iggy Pop, “Search and Destroy”. Oltre ad essere un mirabile esempio di musica contemporanea è la colonna sonora per il dopo ricetta. Può servire al duplice scopo di coprire i rumori che farete in bagno e, al contempo, dare una rappresentazione quanto mai realistica di quello che, già dopo il primo boccone, accade nel vostro intestino crasso.
Buon ascolto!

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Commenti, adulazioni ed insulti!

Ci sono due commenti, probabilmente degli autori stessi che litigano sugli ingredienti.
Alessandro
Alessandro

Mi ricorda la raclette…

ODDIO VOGLIO LA RACLETTE!!!!!!!!!!ORA!!!!!:-)

Verrai accontentato molto presto :)

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