Cooking by Dummies

Plagiatissimi Baci Perugina

Cari lettori, visto che l'ultima ricetta risale circa ad un mese fa e che la precedente ricetta di S. Valentino forse non rendeva interamente giustizia alla dolcezza di questo giorno, abbiamo deciso di fare qualcosa di “serio” (e classico) preparando gli eccessivamente famosi e molto apprezzati Baci Perugina! Il cioccolatino così banalmente canonico per l'intramontabile giorno dell'ammore™.

Come è opportuno ricordare, la festa è chiaramente un tripudio di esaltazione consumistica promossa dalla Nestlé (ed altre multinazionali del Nuovo Ordine Mondiale), tuttavia potremmo dire lo stesso di molte altre feste, Natale incluso, per cui... perché non celebrarlo, visto e considerato soprattutto che mai come oggi le sorprese mangerecce sono apprezzate?

Va anche ricordato che questo giorno ci permette di comprendere approfonditamente il classico “dilemma del prigioniero”: non fare un regalo? Fare un regalo? Quanto grande? Quanto significativo? È chiaro anche in questo caso che vince sempre la strategia non cooperativa del regalo mutuale (perfettamente spiegato da XKCD). Buona fortuna nella scelta.

Rituale del tè

Vi abbiamo un po' delusi nel 2011, non pubblicando né una ricetta di Natale né qualcosa per capodanno? Vogliamo iniziare il 2012 nel migliore dei modi: deludendovi ancora! Proprio per questo la prima ricetta dell'ultimo anno che passerete in nostra compagnia (profezia dei Maya o no, dubitiamo di sopravvivere ai prossimi mesi e siamo sicuri che dopo una veloce analisi delle nostre ricette converrete con noi) sarà qualcosa di molto semplice, molto inutile, ma con un grande peso culturale. (Tipo la stele di rosetta insomma.)

Se siete buddisti, molto informati o semplicemente anche voi degli appassionati di “notizie inutili”, non vi sarà sfuggito che il 31 Dicembre non solo terminava il glorioso anno 2011, ma sua santità il Dalai Lama ha indetto il 32esimo Kalachakra! Ehm... (silenzio di tomba) Woohoo?

Cos'è 'sto benedetto Kalachakra vi chiederete voi? Ebbene, non ne siamo del tutto sicuri, sta di fatto che contiene la parola “Chakra” e questo non può che far piacere a Saverio, fissato e drogato del manga Naruto in cui si parla continuamente di Chakra mentre la gente si infiamma, vola e compie altre realistiche azioni. Il Kalachakra è sostanzialmente un periodo di 10 giorni dedicato alla preghiera, alla meditazione, alla ricerca dell'illuminazione interiore. Voci non confermate ci indicano che per ognuna di queste esiste un'applicazione per iPhone a 99 centesimi.

Ma smettiamola di fare i prosaici e pensiamo al significato più profondo di questo lasso di tempo dedicato al sacro! Kalachakra significa “ruota del tempo” ed il suo concetto si basa su quello del tempo e del controllo dei cicli, dal ciclo del respiro a quello delle impercettibili energie del corpo. Il risultato del ciclo di purificazione è la realizzazione della propria personale divinità del Kalachakra (una divinità che, come la ruota, non ha inizio né fine ed è quindi onnisciente), una divinità che ha 4 facce, 24 braccia, 7 aspetti dello stato dell'unione (?) e sicuramente un altro numero casuale di proprietà. Il Kalachakra può essere di 3 tipi...

Vabbeh, lasciamo perdere. Andiamo a fare del tè.

Bocconcini di Nutella fritta

In un paese in cui la nazionale di calcio si fregia di far colazione con appetitose e decisamente salutari fette di pane ricoperte di Nutella® (oltre a consumare acqua Uliveto, ma questa è una storia per un'altra ricetta), ci voleva il genio della cultura gastronomica cinese per partorire l'idea (malsana, chiaro) di rendere ancora più salutare e buona la Nutella®, friggendola!

Del resto sembra che, mentre l'influenza asiatica su questo pilastro dolcissimo della cucina italiana è stata nettamente positiva, l'ingerenza di altri stati abbia invece effetti molto negativi. Le organizzazioni tedesche infatti, oltre a voler tenere saldamente le redini dell'intera Europa sotto il giogo delle grandi lobby bancarie (vedi Monti, gruppo Bilderberg ed altre cospirazioni senza senso), intendono controllare anche la Nutella®! E questo soltanto perché l'etichetta della nostra beneamata Nutella® lascia intendere che si tratti di un alimento sano. Perché impedirglielo?! È evidente che solo un nordico fiscale lettore di etichette senza l'intuito mediterraneo per la fregatura poteva anche solo pensare che la Nutella® fosse un prodotto non lesivo all'organismo. Lesivo, ma comunque buono. O forse buono proprio perché lesivo.

Comunque lo scopo di questo articolo non è quello di convincervi della cospirazione internazionale ai danni della Nutella® (nella quale dovreste credere automaticamente per la fiducia che il nostro blog ispira), bensì vogliamo descrivervi in quale modo i migliori cuochi cinesi siano riusciti a trasformare un ingrediente di ineffabile leggerezza e bontà in qualcosa che andrebbe definito per quello che è: una riuscita ricostruzione della “Morte Nera”. Tra l'altro questa ricetta dovrebbe darvi qualche spunto e qualche sospetto sulle cause di morte di Kim Jong-Il. Non vogliamo insinuare niente.

Idee regalo!

Si sta avvicinando nuovamente quel particolare momento dell'anno. Quel momento preannunciato praticamente due mesi prima da canzoni natalizie alla radio, centri commerciali addobbati di rosso, babbi natali che girano per le strade e decorazioni luminose in ogni luogo (anche al distributore di benzina, forse per contrastare l'impennata dei prezzi del carburante).

In ogni caso, è il momento giusto per affrontare proprio le manovre di “austerity” imposte dal governo. Perché sì, magari non andrete mai in pensione! Magari la pensione che già avete non verrà adeguata all'inflazione! Magari lo stipendio che percepite è a malapena sufficiente a farvi mangiare fino a fine mese. Ma non sono motivazioni sufficienti per non affrontare il tutto senza la consueta mancanza di serietà (e rispetto). Non ringraziateci.

Del resto, cosa ci insegnano i libri di economia di base? (Libri che non abbiamo mai letto, nota bene.) La crisi economica si sconfigge spendendo di più! E se non è il governo a farlo, non possiamo tirarci indietro noi, volenterosi cittadini. Quindi, impugniamo saldamente le nostre carte di credito (i loghi MasterCard/Visa probabilmente staranno già cercando di auto-cancellarsi dalla carta mentre leggete queste parole) e spendiamo allegramente, acquistando articoli ed utensili perfettamente inutili in modo da passare un allegro periodo di feste anche se non c'è una mazza da ridere.

Tanto potremo sempre dar fuoco alla cucina durante l'esecuzione di una ricetta ed incassare i soldi dell'assicurazione. (Nota: Cooking by Dummies non invita i propri lettori a cimentarsi nella frode assicurativa. Troppa concorrenza.)

Fonduta di Sant’Andrea

Il 30 novembre è un giorno memorabile per svariate ragioni, prima fra tutti la centralità di cui questa fausta ricorrenza è investita nella famosa filastrocca per ricordare il numero di giorni che compone ogni mese dell'anno (“30 dì conta novembre...”). Certo questo non sarebbe stato abbastanza per pubblicare proprio oggi una delle nostre gloriose ricette. Il 30 novembre infatti è importante anche per un altro motivo: la morte di Sant'Andrea!

Patroni a caso
Un'altra leggenda vuole che nel tardo VIII secolo, durante una delle battaglie contro gli inglesi, il re Ungo (lo stesso Óengus I Mac Fergusa menzionato precedentemente oppure Óengus II dei Piti) vide una nuvola incrociata a salterio, e disse ad alta voce ai propri compagni di osservare il fenomeno, indicativo di una protezione di sant'Andrea, e che se avessero vinto per questa grazia, lo avrebbero eletto quale loro santo patrono.
Wikipedia

Sappiamo bene che nelle vostre agili menti sta girando un ben nitido pensiero e che avete sulla punta della lingua un'esclamazione ben precisa: “E chi se ne frega?”. Questo perché voi forse non sapete quanto S. Andrea (da qui in avanti: Andy) fosse uomo pieno di risorse e, soprattutto, potreste non sapere che Andy è anche il veneratissimo santo patrono della Scozia (e qui: “E sti cazzi?”) nonché dei passaggi a livello. Potreste inoltre ignorare che il nostro Andy era conosciuto come uomo virile e possente (come lo scozzese medio insomma), e che la ragione per cui sia stato eletto a santo protettore di quelle genti dipende in larga parte dal fatto che il Re dell'epoca facesse uso di sostanze psicotrope prima della battaglia...

Insomma potreste ignorare tutto questo, certo però non potrete non sapere quanto la nostra capacità di renderci ridicoli ai fornelli (e non solo) sfoci assai spesso nell'idiozia e, ancora più spesso, nella schizofrenia. È per questo che ci scuserete se tutta la pippa su Sant'Andrea e la Scozia che avete sorbito finora è servita solo a giustificare blandamente il fatto che avevamo voglia di fare una ricetta con il kilt...

Proprio così, è tutta una grossa scusa. Ma cosa avreste fatto voi se aveste avuto la possibilità di usufruire di uno splendido kilt scozzese originale (gentilmente fornito da Filippo) senza riuscire a trovare una festività più o meno degna che vi desse la possibilità di indossarlo in pubblico? Ve lo diciamo noi, avreste scovato una ricetta scozzese di dubbio gusto e una festività non festeggiata da nessuno come abbiamo fatto noi! Perciò smettetela di giudicarci! Iniziamo piuttosto a fare questa inutile fonduta nello stile che contraddistingue ogni buon scozzese: violenza, rozzezza, nudità e whisky.

Pudding di pane da Ironforge

C'è una cosa che, 7 anni fa, ha cambiato il panorama dei videogiochi in maniera sconvolgente a livello globale: il 23 novembre 2004 fu pubblicato l'ormai celeberrimo World of Warcraft, il primo MMORPG (uno degli acronimi più brutti mai concepiti dalla mente umana, che evoca il rumore di un rutto) edito da Blizzard.

Dopo 7 anni di crescita inarrestabile, World of Warcraft (per gli amici WoW) è tuttora il MMORPG (allora! un po' di contegno) più popolare in assoluto con un numero totale di più di 10 milioni di giocatori! Contate che un mese di iscrizione costa poco più di 10€ e avrete capito che Blizzard ha tutte le motivazioni per sfregarsi un sacco le mani...

La vera rivoluzione di WoW non si trova nelle sue particolarità, nella sua ambientazione originale o nel gameplay innovativo, bensì nell'aver proposto ad un pubblico estremamente vasto un'esperienza di gioco coerente e di buona qualità (anche a categorie di persone che mai e poi mai avrebbero toccato un videogioco volontariamente). La lode maggiore va fatta anche perché i geni malefici di Blizzard sono riusciti a camuffare del lavoro da miniera (raccogli 10 bandane, uccidi 20 gnoll, cammina da Stormwind ad Ironforge, pesca per ore in cerca di un qualche manufatto, etc.) facendo sembrare queste attività divertenti e gratificanti a suon di punti esperienza, numeretti colorati, achievement, frizzi e lazzi.

Ed è più o meno qui il punto di collegamento tra World of Warcraft e la ricetta di oggi: come WoW è stato collegato a varie morti di persone assuefatte al gioco, così il nostro pasticcio sarà sicuramente collegato in futuro ad altri tragici eventi. Attendiamo speranzosi.

Muffin di Halloween

Come ogni anno, sta arrivando la stagione invernale che con lei porta il freddo, il maltempo (che poi c'è sempre, ma sparisce proprio nei giorni in cui serve), le festività mangerecce, le castagne, la neve per i più fortunati... e le zucche!

Nessun ortaggio rappresenta più pienamente l'arrivo della stagione, ed in particolare la festività di Halloween, come la zucca. Ogni anno quindi aspettiamo con incredibile impazienza di poter consumare in tutte le loro varianti piatti a base di questo ortaggio... soltanto per accorgerci ogni anno del fatto che in realtà a noi la zucca fa un pochino schifo.

E non perché abbia un colore, una consistenza od una forma poco invitante: anzi. Bensì proprio perché a nostro giudizio insindacabile non esiste una pietanza che venga nobilitata dalla presenza della zucca. Ora, potreste (ingiustamente) ascrivere questo fatto al nostro essere dei cuochi incapaci... ed avreste perfettamente ragione. Ciononostante, intendiamo presentarvi la ricetta per dei dolciumi a base di zucca che fanno sì schifo, ma sono molto carini da vedere.

Tra l'altro questo dolce racchiude perfettamente in sé il concetto di “dolcetto e scherzetto”!

Chips della scoperta

Nota: I due curatori del blog sono consci dell'andamento discendente per quanto riguarda la qualità e la complessità delle ricette nelle ultime settimane, però, in quanto curatori, non se ne curano minimamente. Anzi, ci tengono a sottolineare che si tratta della nuova linea editoriale del blog. Di conseguenza le prossime ricette riguarderanno fondamenti della cucina internazionale come la preparazione di “acqua calda” e l'acquisto di pane.

Come sicuramente saprete, il 12 Ottobre 1492 verrà ricordato per l'eternità come il giorno in cui il simpatico genovese di nome Cristoforo Colombo ha avvistato le terre del continente Americano. Tale giornata viene ricordata negli Stati Uniti come “Columbus day”, altrove come “Discovery day” o con altri nomi che non riusciamo ad interpretare.

La scoperta delle Americhe ebbe una serie di conseguenze molto profonde. E questo non solo per le tribù indigene sterminate di lì a poco (anche se loro potrebbero avere qualcosa da ridire sul tema). Ad esempio, l'introduzione di piante come la patata, il cotone, il mais, i fagioli ed il pomodoro nelle diete europee! Ci pensate? Se non fosse per questa epocale scoperta la dieta mediterranea non sarebbe mai decollata, i tedeschi non avrebbero niente da abbinare ai würstel e avremmo molti meno problemi col fumo! Tutte cose positive a pensarci bene.

Non tutti sanno che è esattamente questo ciò che Colombo avvistò sulle coste delle Bahamas, usando il suo binocolo ultra-tecnologico con lenti anti-riflesso.

Senza ulteriori indugi, visto che abbiamo fame, faremo l'unica cosa utile che sia possibile preparare con delle patate. Delle patate fritte. Un piatto che, pur essendo belga, racchiude in sé una grande dose di americanità. In più, giusto per aggiungere qualche altro elemento al guazzabuglio di nazioni che stiamo elencando, prepareremo le classiche “chips” inglesi invece delle patatine normali. Siete confusi? Mai quanto noi.

Œuf de l’anniversaire

Quando Cristoforo Colombo approdò sull'isola di San Salvador non pensò certo che quel giorno in particolare sarebbe stato festeggiato annualmente, circa 400 anni dopo, da tutti i patrioti Statunitensi sventolando bandiere che l'ignaro Colombo non poteva di certo lontanamente immaginare. D'altra parte il prode esploratore sicuramente si sfregava le mani per la felicità di poter finalmente abbandonare la dieta a base di pesce e crauti delle navi portoghesi dell'epoca.

Alla stessa maniera, quando abbiamo aperto il blog nel lontano 5 ottobre 2010, non potevamo di certo intuire il formidabile successo che da lì ad un anno avremmo ottenuto, né possiamo al momento predire quali celebrazioni di epiche proporzioni verranno tenute in nostro onore su tutto il globo (e perché no, in tutto l'universo) tra un paio di centinaia di anni.

Per festeggiare questo fausto evento (fausto nel senso di Fausto l'idraulico che abita qua sotto) non potevamo non proporre (nel senso di doppia negazione che confonde le idee) al nostro sterminato pubblico (sterminato nel senso di omicidio di massa) una ricetta che sappia al contempo sintetizzare la nostra sobria filosofia di vita (nel senso che siamo dimagriti a forza di non mangiare quello che cuciniamo) ed esaltare le nostre capacità (nel senso che possiamo contenere liquidi o altro) culinarie (nel senso di paracadutismo fiammingo in tandem).

Pilaf con piselli e Mango Chutney

Noi di Cooking by Dummies cerchiamo sempre di portare nuove ricette esotiche al nostro pubblico, non contenti di limitarci alla sola cucina locale. Questo non solo per dare un tocco di originalità alle nostre (ed alle vostre) pietanze e non solo per darci un incredibile flair cosmopolita, ma anche e soprattutto perché siamo genuinamente interessati da usanze e piatti provenienti dai quattro angoli del pianeta (interesse che si disperde immediatamente con l'assaggio, solitamente).

Purtroppo, come tradisce il titolo del blog del resto, le nostre abilità piuttosto limitate (che si esauriscono con l'uso della carta di credito per l'acquisto degli ingredienti) unite alla descrizione incompleta ed oscura delle ricette, nonché all'impossibilità di procacciarsi le componenti veramente più “aliene” nei mercati locali, fanno sì che le ricette di tipo etnico facciano ancor più schifo del solito.

Ma, dopotutto, se leggete questo blog (per motivi a noi francamente ignoti, imputabili sicuramente a qualche triste gioco del destino) siete qui anche un po' per questo. Dunque siate pronti ad una nuova puntata che unisce il “piacere” della cucina alle tradizioni indiane, il tutto con l'immancabile tocco nerd.
Oggi prepariamo un piatto di riso e piselli, condito con del chutney al mango!