Cooking by Dummies

Mousse cioccolatosa

Mousse al cioccolato

L’eccellenza si raggiunge combinando le cose migliori tra di loro, per ottenerne un’altra, ancora superiore. È questo probabilmente il ragionamento alla base di Internet: combiniamo assieme il prodotto di tutte le menti del pianeta, liberamente in comunicazione. Ed abbiamo finora ottenuto video di gattini, Justin Bieber e le profondità intellettuali dei commenti su Youtube. (Abbiamo anche ottenuto le foto osé di Jennifer Lawrence. Facciamo che è un pareggio, va.)

Non sempre però i nobili propositi falliscono in maniera così eclatante. Nello specifico, l’intuizione che gli chef delle corti francesi del XVIII secolo ebbero si rivelò tutto sommato niente male: combinare la leggerezza dell’albume montato con altri ingredienti aromatici, al fine di ottenere una soffice spuma molto gustosa. È palese quindi che combinare la spuma d’albume con della cioccolata sfiori picchi di assoluta genialità! (Pareggiata soltanto ai giorni nostri con la creazione del doccia schiuma al cioccolato.)

È per merito di tale Charles Fazi, chef svizzero alla corte di Luigi XVI, che tutt’oggi possiamo rinfrancare le nostre esistenze dai mali del mondo tramite questo spumoso dessert. Meno geniale risulta purtroppo il nome originale della ricetta, nota come “maionese al cioccolato”. Tutte quelle uova devono aver dato alla testa del povero Fazi, probabilmente poi morto per causa di altre invenzioni poco riuscite come ad esempio il “salasso Chantilly”.

Ma ricordiamolo per le sue opere più gustose, piuttosto che come emule poco riuscito del celebre Vatel, e scopriamo insieme i segreti della mousse al cioccolato!

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Birramisù dell’ebbrezza

Birramisù

L’avrete notato di sicuro: è evidente che uno dei maggiori punti saldi nelle vite degli autori del blog è la birra (assieme all’incredibile passione per il ridicolo — di se stessi — e la proverbiale inabilità in cucina e/o nella vita).

Ebbene, tra gli estimatori della divina bevanda rinfrescante si annovera anche Benjamin Franklin, appena più celebre dei suddetti autori per aver redatto, tra un boccale di birra e l’altro, niente di meno che la costituzione statunitense (dalla quale però Washington dovette successivamente rimuovere tutti quei “vi voglio bene ragassci, venite qua, fatevi abbracciare” presenti nella prima stesura). Secondo Benjamin infatti la birra è la prova concreta che dio ci ami e che ci voglia felici. (La recente diffusione dell’ebola mina un po’ questa mirabile congettura, ma facciamo finta di niente.)

La birra infatti non soltanto galvanizza panzuti scrittori di costituzioni, ma può essere anche sfruttata per migliorare qualsiasi pasto vogliate realizzare (come ad esempio il nostro pasticcio alla Guinness)! È proprio con questa premessa che oggi vi proponiamo il Birramisù, l’anello mancante tra dessert e bevanda post-pasto.

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Gratin lunare di patate

Gratin di patate pronto

Erano le 22:18 romane del 20 luglio 1969, esattamente 45 anni fa, quando dalle profondità del Mare Tranquillitatis lunare riecheggiarono le immortali parole di Neil A. Armstrong: “The Eagle has landed.” L’aquila è atterrata.

Decenni di corsa allo spazio si concludevano improvvisamente nelle immagini sgranate ed in bianco e nero di un uomo a passeggio sulla superficie lunare. Questo epocale raggiungimento dell’ingegno umano (secondo soltanto all’invenzione del pelapatate, come spesso ricordiamo) fu frutto non soltanto della collaborazione di scienziati ed ingegneri, ma anche del fondamentale contributo di dietisti e cuochi, nel definire una dieta adatta ai tre astronauti in missione: Armstrong, Collins ed Aldrin.

Se prima della missione Apollo 11 mangiare nello spazio significava ingerire soltanto cubetti secchi di cibo, al più ricoperti di gelatina per evitare briciole, durante il primo allunaggio gli astronauti ebbero la fortuna di poter sfruttare del cibo “vero”, da reidratare e consumare con un cucchiaino. (E voi vi lamentate dei pasti serviti a bordo degli aerei.)

Proprio per ricordare la storica missione Apollo 11 ed il suo comandante Armstrong, prepareremo uno dei suoi pasti preferiti: il gratin di patate! (Che effettivamente portò in viaggio e consumò il 17 luglio a cena, o per il cosiddetto “pasto C della giornata”.)

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Cubo di frutta à la Rubik

Cubo di Rubik di frutta

Ieri, 13 luglio, si celebrava (tra le altre cose) il compleanno del geniale inventore ungherese Ernő Rubik, famoso per aver sdoganato globalmente l’uso della dieresi ungherese nei nomi di persona e secondariamente per aver creato il gioco più popolare di tutti i tempi: il cubo di Rubik. (La cui invenzione tra l’altro risale ad esattamente 40 anni fa e tuttora si trova in cima alla classifica dei giochi e portachiavi più insopportabili del pianeta.)

Ernő è un personaggio apprezzato e stimato dai creatori del blog non soltanto perché le sue invenzioni puntano chiaramente ad un peggioramento della qualità di vita del prossimo, bensì anche perché il famigerato cubo di Rubik, sebbene possa sembrare irrisolvibile a gente con la pazienza di una vespa in ritardo, può essere neutralizzato da un algoritmo, ossia una sequenza di passi ben definita (che piace molto agli informatici, grandi e piccini)!

Insomma, se dopo aver lanciato l’ennesimo cubo di Rubik contro il muro per la frustrazione volete ancora celebrare il brillante gioco ungherese in qualche modo, non c’è modo più adeguato di farlo che con un martello una fresca macedonia a forma di cubo!

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Civero de capriolo in agrodolce

Civero de capriolo

Se seguite il blog da più di un anno dovreste, oltre che consultare un buon analista, sapere ormai che giugno è un mese molto impegnativo per gli autori del blog: Saverio è impegnato nella battaglia senza speranze contro la calura bolognese mentre cerca di assimilare astrusi concetti matematici (ma il metodo del libro sotto il cuscino si rivela stranamente inefficace nonostante i due anni di utilizzo), mentre Lorenz si catapulta nell’urticante mondo della calzamaglia travestendosi da popolano medievale nel “Mercato delle Gaite” di Bevagna.
A voi il giudizio sul chi se la passi peggio.

Come sapranno tutti gli studenti durante la sessione estiva, lo studio folle rende l’organismo molto simile a quello di un’oca sul fronte della nutrizione: si ingerisce cibo in maniera scomposta e disorganizzata per a) alimentare un’attività fine a se stessa come lo studio e/o lo starnazzare b) nullificare le già esigue speranze di superare la prova costume ormai in agguato. Sul fronte medievale invece, le possibilità alimentari di Lorenz si riducono sostanzialmente a panzanella e dosi immonde di birra. Una combo che lo rende praticamente la persona migliore sul pianeta, se non fosse per l’abbigliamento vergognoso. (Ah, e la simpatia degna della cartavetrata, certo.)

Ma quest’anno il vostro eroico cuoco ha avuto il coraggio di partecipare alla preparazione del “piatto gara” del suo rione, la magnifica Gaita San Giorgio, indi per cui avrete l’occasione di leggere la ricetta di un autentico orribile piatto medievale: civero de capriolo in agrodolce!

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Tetra insalata russa

Insalata russa

Circa 30 anni fa, Alexey Pajitnov era un ricercatore russo dell’accademia sovietica delle scienze e stava realizzando finalmente il diabolico piano con cui l’Unione Sovietica avrebbe reso suo il pianeta intero: l’eroico programmatore con falce e martello stava realizzando… “Tetris”!

Solo cinque anni dopo, esattamente in questo giorno, Nintendo era riuscita a completare l'opera del perfido Alexey, in modo da soggiogare completamente le menti dei bambini di ogni età, in ogni dove, per sempre. Il 14 giugno 1989 il colosso del videogioco giapponese scatenò “Tetris” per Game Boy, uno dei videogiochi di maggiore successo in assoluto, con un totale di 35 milioni di copie vendute. Il fatto che fosse portabile e da assuefazione più di scatola di LSD ha fatto sì che Lorenz abbia dei ricordi estremamente confusi (e blocchettosi) della sua infanzia.

Cubetti e cultura russa… non c’è altro piatto che ci viene in mente se non l’insalata russa!

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Banana Split onanistica

Banana Split

Quando abbiamo aperto questo blog pensavamo, candidamente, che la strada per il cuore di una persona passasse attraverso il suo stomaco. Pensate quanto saremmo riusciti a fare colpo grazie ai nostri manicaretti! Soltanto successivamente abbiamo scoperto che la strada per il cuore di una persona passa invece per una zona lievemente più in basso.

È proprio per rimanere su questo tema che un nostro affezionato lettore (sospettiamo che sia anche l’unico, bentornato quindi!) ci ha segnalato il fatto che maggio è il mese internazionale della masturbazione. Che circostanza esaltante! Finalmente un tema in cui siamo veramente preparati. (Effettivamente i vostri due chef preferiti sono entrambi sospettosamente affetti da miopia.)

Per i benpensanti che trovano il tema francamente disgustoso: ricordate che, per citare Heinlein, la masturbazione è gratuita, pulita, comoda e non presenta il pericolo di fare torti ad altri. Inoltre non c’è nessuno da riaccompagnare a casa al freddo dopo l’atto.

Ma ora basta con i preliminari, passiamo al sodo: prepariamo un dolce tanto buono quanto ambiguo nell’aspetto e nel significato. Banana Split per tutti!

Avanti…

Sandwich galattico

Il galattico clubhouse sandwich

Il nerd medio non è necessariamente un letterato: le sue fonti d'informazione maggiori sono Wikipedia, forum in cui dibatte con assoluta convinzione con gente altrettanto disinformata e le serie TV (grazie alle quali può snocciolare una enciclopedica conoscenza di stemmi di casate nobiliari di fantasia e un preoccupante interesse nelle modalità di combattimento contro vampiri e non morti).

Noi in particolare non possiamo di certo darci l'aria da gran letterati, visto che la lettura più impegnativa a cui ci dedichiamo è la targhetta dell'ascensore. Possiamo annoverare nelle nostre letture preferite solo le poesie scritte sotto l'influenza di sostanze psicotrope sul retro delle buste Mulino Bianco. Ciononostante, una lettura sacra di qualsiasi nerd che si rispetti (dopo la biografia di George Lucas) è sicuramente la “Guida Galattica per Autostoppisti” di Douglas Adams. Un'opera di assoluto genio marcatamente british. Proprio per celebrare il brillante autore inglese, oggi si festeggia il Towel Day: ossia il “giorno dell'asciugamano”, uno degli accessori fondamentali per affrontare la galassia (e la quotidianità). Citando la sua opera:

Per qualche motivo i pub vicini alle stazioni hanno un'aria particolarmente squallida e terribilmente sporca, forse per via del pallore mortale di cui paiono soffrire le polpette esposte sul banco bar. Ma peggio delle polpette sono i sandwich.

In Inghilterra è ancora diffusa la convinzione che preparare un sandwich appetitoso, piacevole per gli occhi o comunque gradevole per la bocca sia qualcosa di peccaminoso che solo gli stranieri fanno.

— Che siano semplici — è l'ordine sepolto nei recessi della coscienza collettiva nazionale. — Che abbiano la consistenza della gomma. E se è proprio necessario che siano freschi, lavateli una volta a settimana.

Per cui, prepariamo oggi il principe dei sandwich: il clubhouse sandwich!

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Penne del Sith

PenneArrabbiata-StarWarsDay-07

Come ogni anno, si festeggia oggi lo Star Wars day, una giornata di gioia per grandi e piccoli (nerd) durante la quale celebrare i propri eroi dell'universo di Guerre Stellari e raccogliersi in preghiera affinché J. J. Abrams e George Lucas non riducano il 7° episodio della saga, di prossima pubblicazione, ad una schifezza immonda. La (nuova) speranza è l'ultima a morire.

C'è forse un modo migliore per celebrare qualcosa se non quella di vestirsi come dei buffoni e scattarsi delle foto imbarazzanti? Non crediamo proprio! (O se c'è non ne siamo a conoscenza, come questo blog sicuramente testimonia.) Imbracciate quindi anche voi la vostra Spada Laser Vileda™ (da oggi anche in microfibra), ricopritevi col vostro accappatoio abito Jedi migliore ed assumete pose di cui vi vergognereste negli altri 364 giorni dell'anno!

Che la Forza sia con voi e con il vostro intestino: prepareremo insieme delle penne incazzate come un maestro Sith ed il suo apprendista!

Ancora, ancora, ancora!

Santa Kremówka Papale

La santissima Kremówka Papale

Proprio oggi ci sarà la canonizzazione (processo inverso della nikonizzazione) di Papa Wojtyła, detto Giovanni Paolo II (ma anche noto come “er parabbola” a Trastevere): quale occasione migliore per sperimentare il dolce preferito dal pontefice stesso, un classico della cucina polacca? La Kremówka, oltre ad avere strani accenti nel nome e vantare un gran numero di consonanti, è in sostanza una variante della classica Millefoglie (o torta “Napoleon”) con un unico strato di crema.

Il popolare Papa andava molto ghiotto del dolce, tanto da aver partecipato in gioventù ad una competizione a chi riuscisse a mangiarne di più. Dopo averne trangugiate ben 18, il futuro Papa dovette cedere e ammettere la sconfitta. Questo aneddoto ha un duplice significato: in primo luogo ci offre un'ottima spiegazione dei dati sulla mortalità per insufficienza cardiaca in Polonia. In secondo luogo abbiamo scoperto che i giovani polacchi sono i veri, autentici pionieri del “Man versus Food”.

Padre Jaroslaw e padre Piotr, anch'essi inevitabilmente futuri beati (o beoti, a seconda della trascrizione), vi accompagneranno in questa magnifica ricetta, illustrando al tempo stesso usi e costumi clericali della Polonia cattolica.

Vuoi sapere come va a finire? (Male.)

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