Cooking by Dummies

Pizza hot-dog

Hot-dog pizza

Si intende per “cucina fusion” la combinazione volontaria di elementi associati solitamente a tradizioni culinarie diverse, per produrre piatti complessi ed innovativi, dal tono moderno ed interculturale. Nel nostro caso l'unico tipo di fusione che riusciamo ad ottenere in cucina è quello del metallo delle padelle. Ma è una perdita che affrontiamo con piacere se significa unire quanto di meglio ha da offrire la cucina italiana (indiscutibilmente la pizza ai primi posti) con l'hot-dog americano…

La fusione di questi due ingredienti produce un unico prodotto italoamericano, misterioso e per certi versi anche pericoloso (una specie di Al Capone pastoso). Se nell'immaginario comune l'unione di italianità ed americanità ha dato origine a gangster, organizzazioni mafiose, contrabbando di liquori e la musica di Madonna, è giusto riscattare i prodotti italoamericani con un piatto geniale come la pizza hot-dog!

Non solo il risultato sembra il figlio illegittimo di un calzone italiano ed una catena di fast-food, ma rappresenta anche un'ottima e subdola idea per far mangiare della carne ad un vegetariano ignaro di ciò che lo attende. Vantaggi per tutti.

Siete pronti? Siete eccitati ed affamati? Avete già imbracciato il vostro fucile a canne mozze? Amuninne picciotti!

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Rösti bernese

rösti bernese ancora fumante

È passato troppo tempo dall'ultima volta che vi abbiamo propinato un disco informe ed unto da mangiare. Troppo tempo anche dall'ultima ricetta tipica svizzera (anch'essa con dosi massicce di burro, tra l'altro). Combiniamo queste due nostre mancanze in una nuova ricetta: la rösti bernese!

Se solo potessimo combinare alla stessa maniera tutte le nostre mancanze in un piatto denso, nutriente e pieno di grassi insaturi, saremmo persone sicuramente molto migliori e grassocce!

La rösti è un piatto estremamente facile da fare — ecco perché lo proponiamo, è chiaro — veloce, nutriente ed estremamente brutto a vedersi (ma questo vale per tutte le cose a forma di disco marroncino, forse). Il nesso con la sua patria, la Svizzera, è quindi particolarmente evidente. Il termine “röstigraben” (fossato del rösti) denota di solito il confine tra Svizzera francofona e tedesca, perché è nozione comune che gli elvetici sul fronte germanico siano dei patatari beceri, mentre le loro controparti prossime alla frontiera francese si dedichino a cibi di matrice culturale superiore. Queste differenze, a partire dalla cucina, si estendono a tutti gli aspetti della cultura e della politica. (Certo, ammettere che esiste un legame tra politica ed un piatto di patate non fa ben sperare sul popolo elvetico nella sua interezza).

Che poi il nome tedesco “rösti” proviene dal francese “pommes de terre rôties”, per cui ci sarebbero lunghi dibattiti linguistico-politici da tenere sull'argomento (e sicuramente ciò sta avvenendo nelle maggiori università alpine).

Questo sproloquio non fa altro che accrescere il vostro appetito? Non vedete l'ora di bombardare minareti con dischi imbruniti di patata? (Fantasia erotica molto comune in Svizzera.) Iniziamo!

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Frittelle di banana

Frittelle di banana

È da poco passato il giorno del Carnevale, giorno di festa, mascheramento e consumo sfrenato di cibi, in particolari quelli fritti e quindi spettacolarmente dannosi per il fegato. Allora, quale scusa migliore per riciclare foto e ricetta della passata edizione del “Talk like a Pirate day” (già celebrato precedentemente con una sontuosa cena caraibica)? Già! Infatti cogliamo la palla al balzo: il travestimento da pirati c'è (sarà anche molto banale, ma lo è soltanto da dopo l'uscita di “Pirati dei Caraibi” con Johnny Depp), l'abuso di rum chiaramente anche, la cena immangiabile vagamente ispirata alla cucina caraibica pure... documentiamo dunque uno dei pochi elementi commestibili della cena (oltre ai tovaglioli): il dessert!

Dopo aver accuratamente documentato la preparazione delle famigerate castagnole dell'autostima e della sanissima zuppa di farina Basilese, vi presentiamo un dolce a forma di pallina fritta (deve trattarsi di una consuetudine carnevalesca non ben documentata storicamente) con elementi folkloristici caraibici come rum e banane! Insomma, un guazzabuglio di robaccia a caso che è sicuramente divertente da preparare, almeno fino alla prima ustione grave, e soprattutto molto potente in termini di apporto calorico e di sensi di colpa.

Orbene, mollate gli ormeggi, mettete sul fuoco l'olio di palma e godete del vostro bel galeone spagnolo, ora affumicato dall'odore di friggitoria cinese! Andiamo a preparare il terrore dei sette mari: le frittelle di banana!

Vuoi sapere come va a finire? (Male.)

Bagel della memoria

I bagel della memoria

Come sicuramente avrete notato, abbiamo celebrato qualsiasi genere di evento sul nostro blog, da quelli più idioti a quelli meno seri. Tuttavia, oggi ci vogliamo concedere un momento di originalità pubblicando una ricetta in onore del “giorno della memoria” che ricorda la Shoah e la persecuzione antisemita che appena settant'anni fa ha portato alla morte di milioni di persone… tutto questo parlare di morte e sofferenza ci ha ricordato gli effetti di quasi tutte le nostre ricette ma, soprattutto, ci ha fatto venire una gran fame. Proprio per questi motivi vogliamo celebrare l'evento preparando una pasta tipicamente israelita: i bagel. Lo faremo come sempre con scarsissima considerazione ed ancor più scarsa abilità culinaria.
Affinché simili eventi non possano mai più accadere.

Il bagel è un tipo di pane molto comune nelle comunità ebraiche aschenazite. Cos'è una comunità aschenazita? Non ne abbiamo idea, né ci interessa in realtà, ma crediamo sia legato a qualche credenza religiosa che impedisce il consumo di carboidrati in una forma priva di buco. Comunque sia, la leggenda vuole che il bagel sia stato un regalo dei panettieri viennesi al re della Polonia Jan III e che la forma ricordi la staffa della potente cavalleria polacca. Sarebbe una storia molto commovente, se non fosse completamente inventata. In realtà, pare che la forma circolare (a forma di ciambella potremmo dire, ma — a differenza del bagel — la ciambella non ha salvato mai nessuno, neanche nelle leggende ed in Baywatch) rappresenti il ciclo della vita e quindi i bagel venivano spesso regalati alle donne incinte come augurio di buona sorte (o per far loro capire in maniera delicata quanto fosse irrecuperabile il girovita d'un tempo).

Anche se tutte queste storie (e la relativa pagina Wikipedia) sono state probabilmente inventate da qualche potente multinazionale israel-massonica che vende bagel in tutta New York (perché sono i bagel newyorkesi quelli famosi, dopotutto), la cosa che veramente pare fondamentale a due nerd come i sottoscritti è che durante la missione STS-124 nel 2008 uno Shuttle ha portato per la prima volta una fornitura di freschissimi bagel nello spazio! (Voce che riecheggia.)

Avanti…

Fagiolata unchained

Fagiolata cowboy al caffè

Stasera nelle sale italiane ci sarà la prima di “Django Unchained”, attesissima nuova pellicola del geniale Quentin Tarantino, che riprende la storia del miticissimo eroe Django — iniziata nell'omonimo film di Corbucci, con la figura dello spietato pistolero interpretata da Franco Nero (e successivamente anche da Don Matteo Terence Hill in uno dei seguiti).

Gli elementi caratterizzanti di uno “spaghetti western” come “Django” sono chiaramente i protagonisti con gli occhi di ghiaccio (tra cui il sempre venerabile ‘biondo’ Clint), le sparatorie tutte con gli stessi proiettili sibilanti, lunghi sguardi silenziosi, desolati villaggi sulla frontiera messicana, sprovveduti paesani da salvare dai banditi di turno, bellezze latine senza dialoghi… e soprattutto le pesanti fagiolate al peperoncino per sopportare le lunghe cavalcate attraverso il deserto.

Proprio alle suddette fagiolate (molto ben presentate anche in una scena di “Lo chiamavano Trinità”) ci siamo ispirati per accompagnare l'uscita del prossimo Oscar di Tarantino. E anche voi dovreste emularci, se non altro per rendere più realistico l'olezzo ed i rumori percepiti dal vostro vicino di sedile al cinema!

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Cena (alla faccia dei) Maya

Cena (alla faccia dei) Maya

Se siete come noi (o se ci seguite da un po' di tempo) saprete che è bello celebrare momenti completamente arbitrari del calendario per eventi completamente non verificabili. Del resto, è un po' come la celebrazione del capodanno che cade in un momento completamente arbitrario della rotazione terrestre attorno al sole. Insomma, l'arbitrarietà è l'elemento veramente importante (arbitrariamente importante) in questo blog.

Ugualmente arbitraria era la (ipotetica) data della fine del mondo, segnata sul calendario per il 21 dicembre 2012 in base ad oscure predizioni di scrittori da quattro soldi, ciarlatani e “Mistero” su Italia 1 (che raccoglie le precedenti due definizioni). Quello che ha fatto la fortuna di innumerevoli autori apocalittici può però — perlomeno — contribuire al rifocillamento del nostro basso ventre!

Abbiamo dunque deciso di celebrare la fine del mondo con un pasto degno del peggiore dei Maya. Una popolazione, ricordiamolo, che non ha inventato la ruota, basava il suo commercio su un bene deperibile come il cacao e non ha saputo unificarsi neanche in vista della prossima distruzione per mano dei conquistadores. (D'altro canto avevano sviluppato il concetto di “zero” ancor prima del nostro “anno zero”. Un altro evidente presagio del loro destino.) Insomma, una popolazione che è affidabile ed estremamente autorevole dal punto di vista della predizione delle fini del mondo. Almeno quanto lo è questo blog sul fronte culinario.

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Cecina lubrificante

A volte il cibo non ricopre il solito ruolo, quello banale del nutrimento e del sostentamento fisico. A volte, la preparazione stessa del cibo assurge a rituale. Diventa un motivo per esplorare e scoprire. A volte invece diventa un'occasione per socializzare e comunicare. Alcune rare volte diventa causa di una improvvisa chiamata alla centrale dei pompieri.

A volte il cibo stesso ha uno scopo più nobile, quello di confortare, riscaldare, coccolare. Specie durante le lunghe nebbiose notti di novembre, quando il cibo diventa fonte di calore e consolazione. Un “pasto di conforto” vero e proprio. Altre volte invece il cibo ha soltanto lo scopo di mandarvi precipitosamente al bagno.

Qualsiasi sia la vostra situazione (e l'esito della chiamata ai pompieri mentre siete chiusi al bagno tra rumori irriproducibili), in questa occasione presenteremo un cibo perfetto per una serata novembrina. Non tanto perché sia un piatto caldo o particolarmente ritemprante, ma perché contiene una quantità d'olio tale da permettervi di ignorare completamente la vostra collezione di giacconi invernali grazie al vostro nuovissimo strato di lipidi!

In sostanza, è un ottimo contributo all'inverso della “prova costume”. Cioè, la “prova giaccone”, che va superata affrontando il gelo invernale con la sola protezione di una T-Shirt a maniche corte.

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Votare alle primarie 2012

Un “trick” molto utile nella giornata di oggi è scoprire come votare per le Primarie del PD e quindi scegliere il proprio candidato alla carica di Presidente del Consiglio! Quindi, i seguenti passi non sono necessariamente utili in cucina, ma hanno comunque qualche influenza su di essa (ad esempio, potreste rimanere bloccati alla coda della registrazione e far bruciare il pollo in forno).

Per scegliere in maniera libera e democratica il vostro candidato dai super-poteri, seguite attentamente i seguenti passi:

  1. Verificate di avere i requisiti, ossia avere almeno 18 anni ed essere cittadini italiani o europei con tessera elettorale italiana. (Ad esempio Lorenz ha scoperto di essere stato violentemente escluso dalla votazione e sta ancora piangendo in un angolo della cucina. Tanto il suo voto sarebbe andato perso al candidato più formaggioso.)
  2. Iscriversi all'albo degli elettori, con un contributo di ben 2€! La registrazione va effettuata presso lo stesso ufficio elettorale in cui si vota (anche nello stesso momento), oppure è possibile effettuare una pre-registrazione online (che fallirà inevitabilmente perché chiaramente i server del PD non dispongono della stessa potenza di calcolo — né l'utilità sociale e morale — di quelli di Cooking by Dummies).
  3. Votare un singolo candidato (oppure multipli, mandando quindi a farsi benedire più voti ipotetici), dalle 8:00 alle 20:00.

Sono passi abbastanza semplici e che non dovrebbero portarvi via troppo tempo. (Se avete difficoltà con la nostra ricetta della cottura di un uovo sodo invece potrebbe voler dire che la democrazia non fa per voi. Datevi a qualcosa di più costruttivo, come le competizioni di sputo!)

Buon election day a tutti!

Giorno dell’aggiornamento

Due anni fa, per celebrare il celebre “Giorno del Ringraziamento” (un giorno che in realtà dovrebbe ricordare alle popolazioni invase dai coloni che aiutarli è una pessima idea), avevamo realizzato dei gustosissimi hamburger che raffiguravano in qualche modo gli attriti della colonizzazione (con tanta immaginazione e tanti copricapi).

Quest'anno invece intendiamo deliziarvi (a differenza del solito) con un aggiornamento importante: la nuova veste grafica del nostro blog (che ha più di due anni a questo punto, ma li porta piuttosto bene)!

La nuova grafica — frutto di tanti mesi di lavoro buttato al vento impegno e sudore, realizzata anche grazie all'apporto di un certo fratello più o meno volontario (spesso sfruttato come chef o come surrogato) — oltre all'aspetto molto più gradevole offre un sacco di nuove funzioni: le ricette sono categorizzate in maniera accurata, in base alla cucina, in base alle varie portate e addirittura in base agli ingredienti presenti. Cercare la ricetta perfettamente sbagliata non è mai stato così facile!

E visto che sicuramente non avete altro da fare, potete approfittare subito dei tag casuali collocati proprio in fondo alla pagina ed andare alla ricerca di qualche piano diabolico che possa meglio farvi apprezzare la nuova grafica. (Il rosso si abbina perfettamente con un incendio in cucina, non trovate?)

Anche un commento è sempre apprezzato! Positivo, se possibile. Altrimenti ci facciamo andar bene qualsiasi cosa…

Dado da Cucina

Ben 263 anni fa, nasceva uno dei padri fondatori della cucina moderna, un uomo schivo e per lo più sconosciuto alle masse, ma che è l'inventore di uno dei componenti base di moltissimi preparati culinari: il dado da cucina!

Nicholas Francois Appert fu un venditore di dolci dall'ingegno incredibilmente proficuo: oltre ad aver inventato il dado, divenne famoso a suo tempo come “il Re della Lattina” e noto ai più per aver inventato il processo di riduzione e di imbottigliamento sottovuoto dei cibi. Ora, sappiamo benissimo che questa è una menzogna bella e buona, dal momento che tutti sanno che la vera inventrice (non rompete, Internet ha detto che si scrive così) del sottovuoto è mia nonna… dite che non può essere perché Appert è nato molto prima? Poveri sciocchi… poveri sciocchi…

Nonostante ciò, Appert viene ricordato negli annali della storia (quella che conta, ossia quella che si occupa della robba da magnà™) per aver scoperto un processo (poi noto come “appertizzazione” in uno slancio di fantasia), che in sostanza consiste nel tenere il cibo a temperature infernali per una durata più o meno arbitraria, permettendone la conservazione nel tempo e distruggendo ogni valore nutrizionale e/o sapore! Una classica situazione win-win. Visto che per queste “scoperte” (si chiama “dimenticare sul fuoco la padella” da noi) è stato insignito di infiniti premi ed onorificenze, ci chiediamo perché non vengano accordate anche a noi quando bruciamo il pasto del giorno sulla fiamma del gas.

In ogni caso, dal nostro punto di vista, un francese che si ribella all'oppressione delle salse all'aglio e dei formaggi dagli odori discutibili, cercando un modo nuovo per consumare il suo pasto, va comunque premiato. Per questo motivo (e perché in fondo non avevamo altro da fare oggi) abbiamo deciso di celebrare il giorno della nascita del caro, dello stimato, del... di Appert, tentando di preparare in casa un dado vegetale.

Ancora, ancora, ancora!

Compraci un nuovo tagliere!